Il nostro itinerario di Provenza di 4 giorni prosegue con la visita di altri suggestivi paesi arroccati, sempre intervallati da meravigliosi campi di lavanda girasoli e l’oro del grano.

Giorno 6 luglio – Visita a Senanque, Gordes, Bonnieux, Lourmarin, Fontaine de Vaucluse ,Isle sur la Sourge

La giornata è cominciata con la visita, solo da fuori, dell’abbazia cistercense di Senanque, immersa negli splendidi campi di lavanda. La si vede già in lontananza, mentre si percorrono in tornanti della montagna.

Non è semplice farle un foto dal davanti perché c’è una recinzione ed un muro alto, ma in una qualche maniera ci si riesce.

campi di lavanda senanque provenza

La maggior parte dei campi lì intorno non sono percorribili tra i filari, pertanto le foto non sono venute proprio come speravo. Comunque quella abbazia mi piace.

Il contesto è realmente molto bello, se si pensa poi che l’abbazia è stata costruita a metà del XII sec….è un edificio splendido, anche se mi hanno detto un po’ troppo spoglio.

Non amo particolarmente gli edifici religiosi, altrimenti l’avrei visitata.

Il nostro itinerario prosegue per Gordes, uno dei più bei villaggi arroccati della regione.

Il centro è piccolo ed è l’unico paese dove abbiamo dovuto pagare ben 4€ di parcheggio. Potevamo sostare tutto il giorno, ma cosa ci faccio a Gordes 8 ore, quando in 20 minuti l’abbiamo già girata tutta? E poi col caldo che c’era…!

Mentre si arriva al paese si incontrano ville e resort di lusso. Infatti questa è la zona più cara e probabilmente più richiesta da un turismo di alto livello. Gordes è davvero una chicca, ma la parte più bella è sicuramente quella che si mostra sulla strada principale, ossia l’intero paese aggrappato alla roccia. Se verrete al tramonto rimarrete davvero a bocca aperta, perché già alle 11 del mattino lo spettacolo era splendido!

Continuiamo il nostro viaggio verso sud, incontrando Bonnieux.

E’ un altro villaggio arroccato, un po’ più grande, collocato sul versante nord del Luberon. Di fronte, Lacoste, un altro grazioso paese, che per questioni di tempo (e caldo) non abbiamo visto.

L’ho apprezzato più che Gordes, anche se non ha la sua eleganza.

Sono comunque tutti paesi molto piccoli che in mezz’ora al massimo si visitano. Ciò che ne dovete apprezzare sono l’atmosfera, i ritmi lenti e gli splendidi panorami che offrono.

Verso l’ora di pranzo raggiungiamo il paese di Lourmarin. E’ quello che mi è piaciuto di più. Non è arroccato, il piccolo centro è tutto in piano. Tanti piccoli negozi e ristoranti ed un’eleganza intrinseca in ogni dove.

Molto bello il castello rinascimentale proprio alle porte del paese, dove troverete anche un parcheggio grande e gratuito.

Si capisce che Lourmarin fa parte di un altro tipo di Provenza. Tutti i paesi nei dintorni, come Menerbes o  Cucuron si trovano in un paesaggio più dolce.

Le montagne si sono allontanate, così come i campi di lavanda sono più rari. Questa è la Provenza che forse amerei di più e che penso di tornare a visitare appena possibile.

Lourmarin è davvero molto grazioso, se potete sostatevi almeno un paio d’ore, per gustarvi un caffè o un gelato.

Verso le 14,30 siamo rientrati in hotel, per poi uscire nuovamente solo verso le 17,30. Il caldo era davvero intenso.

Avevo previsto di visitare il romantico paese di Fontaine de Vaucluse per poi cenare nella cittadina di Isle sur la Sorgue.

Il parcheggio del paese era sempre di 4€ così abbiamo optato per lasciare la macchina un po’ distante e raggiungerla in 10 min di passeggiata. C’eravamo già fatti rapinare alla mattina, al pomeriggio non ne avevamo molta voglia.

fontaine de vaucluse provence

Il paese è particolare e molto carino. Si disloca sul fiume Sorgue, e potrete vedere ancora qualche mulino in funzione. Dal centro paese parte un percorso, chiamato ‘Chemin de la Fontaine’ , di circa 30 minuti che vi porta alla sorgente del fiume.

E’ tutto immerso nella vegetazione, quindi molto fresco. Questo luogo ispirò il Petrarca nelle sue poesie all’amata Laura, e c’è pure una targa in sua memoria.

Non c’è che dire, è un luogo magico, davvero sorprendente. Il fiume, se illuminato dal sole è color smeraldo, per via della vegetazione dentro e fuori.

L’acqua mi è sembrata pulitissima, infatti c’erano anche dei ragazzi che vi facevano il bagno. Insomma è un posto rigenerante e molto tranquillo.

Alla fine del percorso potete visitare la cartiera, una fabbrica di carta ancora con metodo artigianale. L’ingresso è libero.

La passeggiata intorno al fiume, dalla parte esterna, è gradevole, con tanti ristoranti a fior d’acqua, alcuni negozi di souvenir e qualche bar.

Anche qui però, verso sera, tutto chiude. Rimangono aperti solo i ristoranti.

Per cena, avevamo deciso di recarci ad Isle sur la Sorgue, che dista appena 9 km da Fontaine de Vaucluse.

Tra l’altro qui siamo fuori dal tratto montano e siamo arrivati davvero velocemente.

Per i più sportivi si può raggiungere Isle da Fontaine de Vaucluse in kayak. Un modo fresco ed originale che già ho utilizzato lo scorso anno in Perigord, sulla Dordogna.

Qui il link di chi li noleggia in loco –>www.canoevaucluse.com

Parcheggiare ad Isle sur la Sorgue è stato semplice ed economico: nelle ore serali costa solo 1€ complessivo ed è molto comodo al piccolo centro.

Prima però abbiamo cenato con degli ottimi hamburger in un campeggio vicino al fiume, leggermente fuori dalla città. Prezzi buoni e siamo usciti a pancia piena! In fondo tutti i riferimenti.

isle sur la sorgue provence

Il centro di Isle è molto grazioso, anche se, visto verso sera, un po’ spento. Anche qui tutto chiuso. Bello camminare lungo il fiume, dove poi si affacciano i ristoranti, molto turistici a mio avviso, e dove scorgere ancora funzionanti, alcune ruote idrauliche piene di muschio.

Il bello di Isle è il suo mercato provenzale della domenica mattina, dalle 8 alle 14, così come il ‘mercato flottante’ o ‘Le marchè flottant’.

Si svolge la prima domenica del mese di agosto, assieme al solito mercato ed è davvero molto particolare perché le bancarelle vengono allestite su tipiche ed antiche imbarcazioni chiamate le ‘nego chins’. Si spostano da una riva all’altra del fiume e vendono principalmente prodotti locali.

Durante questa mattinata davvero 100% provenzale, si possono ammirare anche i costumi tradizionali ed i canti, che vengono intonati a chiusura della manifestazione.

Essendo un evento molto sentito ed importante, si consiglia di arrivare molto presto alla mattina. Questo straordinario mercato, in tutti i sensi, si tiene dalle 9 alle 12,30.

Mappa dell’itinerario mattutino:

Mappa dell’itinerario pomeridiano:

Giorno 7 luglio – Visita della distilleria Les Agnels, Saignon, Viens ed i campi di Valensole.

Questo giorno è quello della partenza da Venasque, per passare l’ultima notte immersa nei campi di lavanda di Valensole.

Però abbiamo arricchito il percorso con la visita delle famose distilleria Les Agnels, in mezzo al Plateau de Claparédes, dove abbiamo comprato alcuni ricordi e pensieri per amici e parenti, per poi fermarci a Saignon.

Anch’esso è un villaggio arroccato, come quelli visti in precedenza, di Venasque, Gordes, Roussillon e Bonnieux.

Mi è piaciuto molto, sinceramente. E’ un luogo di pace, veramente slow.

saignon provence

Il panorama, come solito, è superbo ma, ciò che lo rende particolare sono alcuni negozi quasi gallerie d’arte ed alcuni artisti, in genere pittori o disegnatori, che si siedono sugli scalini del paese o su sedie chieste in prestito, per catturare quell’immagine che li emoziona.

E Saignon  si presta davvero, con i suoi angoli fioriti ed i muri coperti d’edera. C’è davvero un’atmosfera unica, che non ho avvertito negli altri luoghi visitati, un po’ fuori dal tempo.

Siamo saliti fino su dalla rocca, ma io non ce l’ho fatta ad andare oltre. La vista dalle antiche mura è davvero notevole, ma mi sono accontentata di quella da basso…sempre tanti i campi di lavanda.

Verso l’ora di pranzo ci spostiamo verso est, a Viens, altro paese arroccato.

Avevo letto che valeva la pena fermarsi ma, onestamente sono rimasta un po’ delusa. Il paese in sé è molto carino, tutto in pietra con gli scuri colorati, ma non c’era anima viva!

Giusto un ristorante fuori le mura, tra l’altro più un bar che un ristorante. Non che io ami particolarmente le attività commerciali, ma un pizzico di vita non guasta da nessuna parte…mah, sarà stato il caldo…

Così ripartiamo alla volta di Manosque. Valensole ormai dista solo una mezz’oretta.

Manosque è una cittadina abbastanza animata e carina, anche se non la ritengo una di quelle tappe imprescindibili.

Già nei suoi dintorni si cominciano a vedere grandi campi di lavanda, ma il clou deve ancora arrivare.

Abbiamo passeggiato un po’ per il piccolo centro storico, dalla particolare forma ad anello. Si entra dalla porta Saunerie, antica custode della città, per poi addentrarsi tra piccole vie che si aprono all’improvviso in graziose piazzette.

Io come solito amo più i particolari che i grandi edifici storici o religiosi quindi, a parte la porta d’accesso, mi hanno colpito qualche angolo fiorito o colorato.

Verso le 16 siamo partiti per Valensole.

Arrivati alla chambre d’hotes ci siamo riposati un po’. Abbiamo provato ad andare in piscina, ma i troppi insetti mi hanno davvero scoraggiato. D’altronde, qui siamo in mezzo alla campagna, immersi in campi di grano, lavanda e girasoli. Un vero paradiso che però include anche gli abitanti del posto…ovvero gli insetti :-(.

Verso le 18.30 siamo usciti per fare le prime foto con la luce del sole ancora alta ma, più calda e morbida. I panorami sono davvero ‘breathtaking’ ed in ogni strada c’è da fermarsi per ammirarli.

La sera siamo andati a Oraison, un paese abbastanza anonimo ad una ventina di minuti da lì. Su Valensole non ci avevano consigliato gran chè come ristoranti. Allora, volendo contenere i costi, abbiamo optato per una creperie bretone, dove abbiamo mangiato galette e bevuto sidro. Ci siamo trovati bene.

Mappa dell’itinerario da Venasque a Valensole

Il piccolo paese di Valensole l’abbiamo girato in macchina la mattina successiva, dopo ulteriori scorribande per le strade della lavanda del plateau…a proposito, nel parlo approfonditamente qui—>Itinerari della lavanda in Provenza. 3 giorni immersi nel viola

Ormai era ora di partire, così ci siamo soffermati solo alle sue porte. E’ molto carino, ma simile a tanti altri, con le case addossate fra loro e gli scuri di mille colori.

Non mi resta che darvi qualche dritta su dove mangiare e dormire al giusto prezzo.

dove dormire sul plateau di Valensole

Chambre d’Hotes Bastide la Guérine

Realmente immerso in campi di grano è a pochi passi da meravigliosi campi di lavanda e girasoli.

Se prenotato per tempo offre soluzioni buone a prezzi sostenibili.

In alternativa vi consiglio di consultare il sito dell’ente del turismo di Valensole:

www.valensole.fr/tourisme-decouverte-valensole/acces-et-hebergement

dove mangiare economico in Provenza

Lou Burger

Si trova vicino ad un campeggio, appena fuori dal centro di Isle sur la Sorgue (in estate si trasferisce all’interno, ma è aperto a tutti).

Ottimi hamburger, con buona carne.

Connemara – Creperie celtic

Si trova ad Oraison, in centro. Posto informale ed in stile bretone. Ci siamo trovati bene.

 

 

 

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