Istanbul, cosa vedere in 6 giorni nella Capitale degli Imperi (p.2)

Istanbul, cosa vedere e cosa fare in 6 giorni?

Di seguito troverete un itinerario fra alcune delle zone più caratteristiche e meno turistiche di questa grande città, a metà via tra oriente ed occidente, dove religioni, costumi e tradizioni si fondono, rimanendo paradossalmente ben distinte.

Noi abbiamo prenotato una settimana ad Istanbul, ma effettivamente i giorni da 7 si sono ridotti a 6. Da qui il titolo del mio post.

Chi pensa che 3 giorni siano sufficienti per visitare la città (che ospita ben 16 mln di abitanti e copre una superficie -da nord a sud- di più di 90 km), si sbaglia di grosso.

Certo, se volete visitare le principali attrazioni sono sufficienti, ma vi perderete la sua vera essenza, che potrete cogliere solo visitandola anche nei quartieri tradizionali come Fatih, Fener e Balat, passeggiando nei parchi cittadini sul Bosforo, visitandone la parte asiatica o semplicemente prendendo una limonata in un piccolo caffè improvvisato lungo una strada fuori dai soliti circuiti turistici.
Noi abbiamo fatto tutto questo e anche di più. Vi racconto tutto nelle righe seguenti.

4° giorno – visita di Emirgan Parki, Bebek, Arnavutköy ed Ortaköy

Prendete il tram T1 fino a Kabatas, poi prendete l’autobus n. 22 oppure 25 (entrambi vanno ad Emirgan) e scendete davanti all’entrata del parco.
La mia scelta è caduta su Emirgan perchè il nostro soggiorno corrispondeva con il Festival dei Tulipani.

Questo fiore, venerato dal Paese e prediletto dei Sultani, viene piantato nei tanti parchi cittadini, formando geometrie di colori. Emirgan, oltre ad essere uno dei parchi più belli, era anche facile da raggiungere (anche se da Beyoglu ci vuole circa un’ora).


E’ meta prediletta per i pic-nic domenicali e frequentato principalmente da gente locale. La maggior parte delle donne veste gli abiti tradizionali, anche se non tutte sono completamente vestite di nero.
La stagione era ormai inoltrata, di conseguenza la maggior parte dei bulbi era fiorita da tempo, ma in ogni caso siamo riusciti a godere della bellezza del posto.

Il parco è pulito, tranquillo e si sviluppa principalmente in altezza. Sono presenti un lago, un punto di ristoro ed un ristorante gestito dalla Municipalità, dove si mangia bene e si gode di una splendida vista. I prezzi sono un po’ più alti della media, ma sostenibili.
Ermigan non è il solo parco della città. Hidiv Kasri è altrettanto bello e si trova sulla sponda asiatica, sopra il piccolo paese di Kanlica. Prende il nome dalla residenza dell’ultimo Khedive d’Egitto, deposto nei primi anni del ‘900.
Potete visitare anche il parco di Yildiz, vicino a Besiktas ed il più comodo e conosciuto parco di Gülhane, sotto le mura del Topkapi. Anche se non sarà periodo di Festival, rimangono oasi di fresco e tranquillità, al di fuori delle orde di turisti che assalgono i classici punti di interesse (a parte Gülhane).
Tornando a noi, una volta lasciato Emirgan, prendendo l’autobus che passa sulla strada principale, ci siamo spostati a Bebek che, assieme al piccolo abitato di Arnavutköy è una delle zone di villeggiatura degli abitanti di Istanbul.

Passeggiando sul lungomare non sarà raro trovare imbarcazioni, anche molto lussuose, ormeggiate nei piccoli porti, mentre la costa, lievemente collinare, sarà punteggiata di case e ville curate.
Se volete pranzare, vi consiglio di fermarvi proprio ad Arnavutköy. E’ davvero grazioso ed ho intravisto alcuni locali tradizionali davvero invitanti.

Proseguendo lungo la costa incontrerete Ortaköy, un tempo villaggio di pescatori, ora località turistica di grande interesse.
E’ comunque molto piacevole aggirarsi per le sue vie. La sua Moschea ‘baroccheggiante’, ora in ristrutturazione, è protagonista di moltissime foto, in quanto si affaccia proprio sul Bosforo ed al tramonto è illuminata dai raggi del sole. E’ stato un vero peccato per noi non poterla vedere…

 Vi consiglio di sedervi in una dei suoi caffè sul Bosforo e godere dell’atmosfera del posto.

Proprio a cavallo di Ortaköy troverete il Boğaziçi Köprüsü, ossia uno dei ponti che uniscono l’Europa all’Asia…passarci sotto fa un certo effetto…

 Mentre vi avvicinerete pian piano ad Istanbul, passerete davanti ad alcuni palazzi storici che oggi sono stati trasformati in lussuosi hotel. E’ il caso del Cirağan Palace, costruito nella seconda metà dell’800, quando i Sultani preferivano crearsi le residenze per proprio conto, piuttosto che utilizzare quelle già esistenti.
Purtroppo dalla Cirağan Caddesi sulla quale vi troverete, non vedrete un granchè. Migliore sarà la vista durante la gita in battello, in quanto il palazzo è adagiato sulle rive del Bosforo.

 Un’alternativa potrebbe essere soggiornarvi, ma dovete mettere in conto di spendere enormi cifre di denaro in quanto l’hotel è tra i più cari e lussuosi del Mondo.

Ricordate che, per spostarvi tra una località e l’altra potete prendere l’autobus con destinazione Kabatas (proveniente da Ermigan).

5° giorno – visita alla parte asiatica

Per raggiungere la parte asiatica, potete prendere sia la metro a Sirkeci (tramite il tunnel Marmaray, inaugurato lo scorso marzo, potrete attraversare il Bosforo) che il traghetto da Eminonü per Kadikoy.
Nel secondo caso il costo è di una corsa normale e potete usare la Istanbulkart, mentre se volete utilizzare il Marmaray dovrete pagare qualcosa in più, in quanto è di proprietà statale e non comunale.
Noi abbiamo scelto invece di fare il giro in battello, acquistando il percorso lungo (ne parlo in modo più approfondito nel mio primo articolo su Istanbul), ossia quello che permette di arrivare fino al Mar Nero.
In realtà siamo scesi prima, al molo del paesino di Kanlica. Sapevo che è famosa per lo yogurt (con miele o zucchero filato), così non ho voluto perdere l’occasione di assaggiarlo!

E’ davvero buono e lo potrete gustare al bar che troverete appena scesi dal battello per poche lire.
Kanlica non è niente in tutto, ma vicino c’è lo splendido parco di Hidiv Kasri, di cui ho parlato in precedenza. Un’idea sarebbe quella di raggiungerlo (in autobus, chiedete al conducente) e pranzare nel ristorante con vista sul Bosforo…chiaramente se la giornata lo consente.
Questa parte di costa rimane una delle più belle, con ville meravigliose adagiate sul mare, con terrazze e giardini che spesso le nascondono agli occhi indiscreti dei naviganti.
E’ una Istanbul insolita, sconosciuta ai più.

Per spostarsi da Kanlica si deve prendere l’autobus, destinazione finale Kadikoy (in alternativa chiedete al conducente).
Una delle nostre mete era il quartiere tradizionale ed assolutamente non turistico di Kuzguncuk, un’oasi di verde e tranquillità ,con vie strette che si inerpicano sulla collina, che nascondono scalinate colorate (come quella in foto),

case tradizionali in legno e la particolarità di edifici religiosi di diverso credo, uno a fianco dell’altro, grande esempio di rispetto, uguaglianza e tolleranza, oltre che di integrazione.
Se non avete già pranzato altrove, vi consiglio di cercare un locale in questo quartiere.

Noi abbiamo mangiato al ‘Kuzguncuk balikcisi’ Nükte Onat Dilber (Perihan Abla sok. No.3) un minuscolo ristorante tutto colorato, dove abbiamo gustato un assaggio di meze (sono soprattutto salse…alcune strepitose!!) ed una buona frittura di calamari. Il costo, come solito, sostenibilissimo. Ve lo consiglio caldamente.

Con la pancia piena, ci lasciamo questo quartiere alle spalle e riprendiamo l’autobus per raggiungere Usküdar, un distretto a nord di Kadikoy (quest’ultima sarà la nostra tappa finale).
Passeggiamo lungo il mare fino a quando non scorgiamo la Torre di Leandro. L’ideale sarebbe venirci al tramonto perchè la vista da qui è davvero emozionante.

La torre si trova su di un piccolo isolotto ed inizialmente era in legno. Aveva la funzione di bloccare gli ingressi nel Bosforo per mezzo di una catena, collegata all’altra estremità della costa.
Ora è solo un’attrazione turistica e la si può raggiungere tramite piccoli battelli.
Proprio di fronte alla torre troverete alcune caffeterie, una in particolare a bordo acqua, dove godersi la splendida vista sullo skyline della città. Se volete venire per l’ora del tramonto, mi sembra di ricordare che l’ultimo traghetto di rientro per la zona europea, parta da Kadikoy alle 20.45…ma sinceratevene.
Infine, sempre con l’autobus, ci spostiamo a Kadikoy. Ci tuffiamo subito nel mercato tradizionale della zona, dove frutta e verdura sono esposti in modo divino. Niente ressa, niente caos, grande ordine e tranquillità. I prezzi sono ottimi come anche la merce.

In una delle vie adiacenti, scopriamo alcuni caffè in stile ottomano, dove ci sediamo per gustarci l’ennesimo cay e caffè turco, stavolta passato sopra le braci davanti ai nostri occhi. Paghiamo qualcosa di più, ma ci sta, in fin dei conti questa è la zona ‘bene’…si parla comunque di 10 tl in tutto…poco più di 3 €…
Continuando a passeggiare per il quartiere ci fermiamo in una delle migliori pasticcerie della zona, la Sekerci Cafer Erol. Credetemi, impossibile resistere alle sue prelibatezze, esposte in vetrina in modo sapiente.
Tra l’altro, il titolare è accompagnato con un’italiana e parla la nostra lingua discretamente bene.

6° giorno – visita ai quartieri di Fener, Balat e Fatih

Per questa giornata ho prenotato un percorso turistico pianificato da Giuseppe Mancini, un giornalista italiano che vive ad Istanbul. Assieme ad altre persone propone tour individuali al di fuori delle solite mete affollate e turistiche, facendo conoscere una Istanbul meno artefatta e più tradizionale.
La motivazione che mi ha spinto a questa scelta è il fatto che tali quartieri non sono sulle piantine ed è possibile perdersi. Nessun pericolo, ma con un bambino ho preferito stare dalla parte dei bottoni.
Il costo è stato di € 100,00 per l’intera giornata. Eravamo solo noi e lui.

Il tour parte dalle antiche mura romane di Costantinopoli, a Yedicule, costruite da Teodosio. Giuseppe illustrerà il loro potenziale difensivo e farà notare la differenza tra quelle restaurate e quelle ancora come in origine. Da qui, a piedi, si arriverà alla piccola chiesa di Santa Maria della Sorgente (o Balikli – coi pesci).

Attualmente sembra anonima, ma un tempo custodiva alcune reliquie della Madonna ed era considerata uno dei più importanti centri della Cristianità. Vale la pena visitarla anche per la presenza della ayazma, ossia una sorgente miracolosa.

Un tempo, in un edificio adiacente, l’imperatore si immergeva in queste acque sante una volta all’anno per buona fortuna. Noi, donando qualche lira, abbiamo preso una bottiglia di questa acqua.
Credenti o no, le circostanze rendono l’ambiente a dir poco suggestivo…impossibile non fare questo nobile gesto.
Seguendo l’itinerario di Giuseppe abbiamo raggiunto la moschea Mihrimah Sultan.

La giornata era grigia, ma i suoi interni erano comunque luminosissimi. Il posto era di una pulizia impeccabile e non c’era quasi nessuno.

Una pace immensa ci ha pervaso….e ci siamo rilassati per alcuni minuti.
Proseguiamo poi per San Salvatore in Chora, una chiesa bizantina con alcuni mosaici considerati la massima espressione d’arte di quel periodo. Convertita in moschea nel XVI sec. d.C. dal 1948 è museo.
Per accedervi si paga un biglietto di 15 tl per adulto. I bambini fino a 12 anni non pagano.
A fianco si trova un ristorante di recente apertura, dove poter riscoprire gli antichi sapori ottomani. Noi non lo abbiamo provato, ma Giuseppe ce lo ha consigliato.

Nel pomeriggio abbiamo visitato Balat, storico quartiere ebraico, povero, molto povero, dove la maggior parte delle case sono in pessimo stato, dove però si respira un’atmosfera senza tempo, con i bambini che giocano per le strade e la gente vive ancora di quei lavori ormai dimenticati dalla grande metropoli in espansione.

Troverete piccole vie con case in legno, alcune addirittura ristrutturate, dai colori un tempo sgargianti, ora un po’ sbiaditi.
Fener invece è l’antico quartiere greco-ortodosso. Tuttora vive qui una piccola minoranza di greci. Aggirandovi per le stradine, potete imbattervi in alcuni locali in stile quasi cicladico, con i classici colori ellenici

Imponente, dall’alto vigila il Liceo greco-ortodosso, che una volta ospitava quasi un migliaio di studenti. Ora sono poco più di una cinquantina. La struttura è costruita con mattoni rossicci. Impossibile che passi inosservata.
Infine Fatih, il quartiere più conservatore.
Il suo fulcro è la famosa ed omonima moschea ed è dislocato a nord di Eminonü. Qui le donne sono tutte vestite con abiti tradizionali e nella maggior parte dei bar possono accedere solo gli uomini. Il credo è musulmano.

Eravamo proiettati in una dimensione completamente diversa dal nostro vivere…qui l’ho avvertita ancora di più che negli altri due quartieri.

Che dire…è stata una giornata estremamente emozionante e varia dal punto di vista religioso, storico e culturale. Tre zone della città confinanti fra loro, così vicine e così diverse. Pochissimi turisti, tanta gentilezza e tolleranza.

Per me questa è la vera essenza di Istanbul.

Se volete contattare Giuseppe per programmare un tour assieme a lui, vi lascio la sua e-mail: giuse.mancini@gmail.com. Lo troverete anche su Zingarate e sul suo sito istanbulavrupa.wordpress.com

Eyüp

E’ un distretto della città, situato nella zona  europea, a nord di Fatih.
Purtroppo il poco tempo a disposizione non ci ha permesso di visitare bene il luogo e la sua Moschea, considerata la più santa della città e importantissimo luogo di fede, dopo La Mecca e Gerusalemme.


Eyüp fu il portabandiera del profeta Maometto e morì in battaglia durante il primo assedio di Costantinopoli nel VII d.C.
Sul luogo di sepoltura, Maometto II, detto il Conquistatore fece costruire la Moschea detta di Eyüp.
Anche il piccolo abitato ai piedi della stessa e dell’importante e particolare cimitero merita una visita.
Inoltre, prendendo la funicolare, è possibile godersi una fantastica vista dal Caffè Pierre Loti.

L’acquario di Istanbul

Lo consiglio solo a chi ha figli. Si trova fuori città, vicino all’aeroporto Atatürk, nella parte europea.
Si può raggiungere prendendo il tram T1 fino a Topkapi dove dovrete prendere il metrobus (vale sempre la istabulkart). fermata Florya. Da qui dovrete prendere un taxi per una spesa sola andata di 10 tl.

L’ingresso è costato 82 tl, una bazzecola se pensate a cosa costa entrare in uno dei tanti acquari europei.
Considerate che è il più grande acquario tematico al Mondo ed ospita oltre 10.000 esemplari tra squali, pesci tropicali, mante e murene. Un articolo esaustivo in italiano che parla di questa attrazione è il seguente: www.trippando.it/istanbul-con-i-bambini-parte-i-gli-acquari/

Per le tariffe d’ingresso invece, consultate il loro sito a questa pagina: http://www.istanbulakvaryum.com/tr/bilet-fiyatlari

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