Cosa vedere nelle Langhe in 2 giorni

Il nostro weekend nelle Langhe è stato creato abbastanza in fretta in quanto non previsto.

Grazie alla fiera del turismo di Rimini, mi ero messa in casa alcune brochure su questa splendida zona piemontese, così sono riuscita subito a capire cosa avrei potuto vedere nel tempo che avevo a disposizione.

Mi sono chiesta cosa vedere nelle Langhe in 2 giorni ed ho deciso di visitare la Langa del Barolo, forse la più turistica, ma sicuramente tra le più belle.

Inoltre è quella che è meglio collegata ad Alba, ed essendo periodo di tartufi, non ho perso l’occasione per organizzare anche una cena a base di questa prelibatezza.

Vediamo quindi il nostro giro nelle Langhe dove ci ha portato.

Cosa vedere nelle Langhe in 2 giorni

Alba

Siamo arrivati ad Alba verso mezzogiorno. Siamo partiti con calma perchè il tempo non era dei migliori, ma alla fine sabato si è rivelato meglio che domenica.

Oltre alla fiera del tartufo bianco pregiato, giunta alla sua 89° edizione, si è aggiunto il mercato del sabato mattina. Il caos era tanto e non ci ha permesso di godere in toto della bellezza di questa cittadina.

Alba mi è sembrata comunque elegante e raffinata, con belle piazze pedonali e palazzi signorili. Sicuramente la cosa migliore è quella (di evitare il sabato mattina?) di camminare con tranquillità fra le sue vie, scorgendo i suoi ristoranti stellati (dove sognare un po’ davanti al menù dai prezzi stratosferici), le sue torri ed i balconi agghindati a festa. Sono entrata nel Duomo, anche Cattedrale di San Lorenzo, rimanendo colpita dai soffitti blu cobalto e dal suo possente colonnato a righe.

Un tempo la cittadina di Alba era detta delle 100 torri. Chiaramente erano sorte a scopo difensivo, in quanto la città era spesso vittima di saccheggi. Attualmente ne sono rimaste una manciata, ma ben visibili. Altre sono state abbassate, abbattute o inglobate in palazzi.

Le più importanti sono 3: Torre Sineo, Torre Bonino e Torre Astesiano e si vedono bene dalla piazza del Duomo.

Cosa che non ho potuto fare è visitare Alba sotterranea. Ciò che è rimasto di ‘Alba Pompeia’ è arrivato fino a noi in ottimo stato di conservazione. Gli itinerari sono 3 e si percorrono tutti con guida. La durata è di 1,5h o 2h. Si potranno vedere, il tempio, il teatro, la domus, le antiche mura ed altro ancora. E’ davvero sbalorditivo che pochi metri sotto i nostri piedi sia ancora in essere un’antica Alba così ben conservata.

Non ho dubbi che tra le cose da vedere nelle Langhe in 2 giorni, questa sia fra i primi posti.

La Langa del Barolo – Grinzane Cavour

Ci addentriamo nella Langa prescelta, cominciando con la visita di Grinzane Cavour.

Un piccolo appunto: tutta questa zona è Patrimonio Unesco dal 2014, sia a livello paesaggistico che in parte architettonico. Il castello di Grinzane per esempio è incluso.

Il paese non è nulla di chè, tutto rotea attorno al maniero, essendo stato posseduto da Camillo Benso, conte di Cavour, nel periodo in cui fu Sindaco di Grinzane (1832-1849).

E’ possibile visitarlo sia autonomamente che con guida. Al suo interno, ancora il mobilio appartenuto al grande politico, oltre la fascia tricolore ed alcuni manoscritti. Oltre a ciò, vi è un museo etnografico, l’enoteca regionale, una caffetteria ed un ristorante di livello, gestito dallo chef Marc Lanteri. Alcune grandi finestre del ristorante, permettono una vista eccezionale sui vigneti nei dintorni.

Tra i vari eventi che si tengono all’interno del maniero, l’Asta Mondiale del Tartufo Bianco è sicuramente la più importante. In tale occasione, che quest’anno sarà il 10 novembre 2019, il castello sarà chiuso al pubblico.

Castello di Grinzane Cavour – Informazioni e contatti

Barolo

Cosa vedere nelle Langhe in 2 giorni, se non il paese che dà il nome ad uno dei nostri vini più pregiati?

Passando per Castiglione Falletto (attenti ai velox), si arriva a Barolo. E’ indubbiamente il paese più vivace e frizzante fra quelli visti. Su tutto, risalta lo splendido Castello Falletti, oggi sede del Museo del Vino e dell’Enoteca Regionale. A breve distanza, sempre all’interno del suo delizioso centro pedonale, il curioso Museo del Cavatappi.

Nei dintorni, avrete solo l’imbarazzo della scelta fra le millemila cantine, dove assaggiare vini di qualità, esportati in tutto il mondo. Infatti il turismo straniero in queste zone è forse superiore a quello italiano. Turisti facoltosi che vengono alla ricerca delle nostre eccellenze, in particolare, visto che ci troviamo nelle Langhe, vengono per vino e tartufo. Non dimentichiamo però anche la produzione di nocciole, formaggi e cioccolata.

Barolo è bandiera arancione Touring, assolutamente meritata. Il parcheggio è gratuito, ma non troppo esteso. Quindi cercate di arrivare nei momenti di minore affluenza.

La Morra

Prima di recarmi nelle Langhe, La Morra proprio non lo conoscevo. Si tratta di un grazioso paese in posizione rialzata dalla cui piazza principale, chiamata Piazza Castello, nelle giornate serene si possono vedere decine e decine di paesi. Alcuni dei loro nomi li troverete scritti sul selciato della piazza. Noi purtroppo abbiamo trovato un tempo tipicamente autunnale, con quella foschia che non permette di vedere appieno nè il paesaggio nè tanto meno i colori, che in questo periodo sono così intensi.

In Piazza Castello siamo comunque andati, perchè è davvero molto bella. Qui potrete ammirare anche la torre campanaria, risalente ai primi anni del XVIII secolo.

Parcheggio gratuito in Piazzale Monera, da cui parte un percorso illuminato che vi condurrà su Via Roma. Qui c’è una pasticceria da 10 e lode: ‘Le dolcezze di Erica Montini’. Una deliziosa sosta che vi consiglio, magari fra un calice di vino e l’altro 😉

La via principale del paese è Via Umberto I, mentre se volete visitare le chiese più importanti, dovete passare per Piazza Castello e prendere Via Carlo Alberto. Alla sua estremità troverete la Chiesa Parrocchiale di San Martino e la Chiesa di San Rocco.

La Cappella del Barolo o di Brunate

A poca distanza dal paese di La Morra, immerso nei vigneti della Langa del Barolo, troverete questa piccola cappella, costruita nel 1914 e dedicata alla SS. Madonna delle Grazie. Non fu mai consacrata, e fu acquistata nel 1970 dalla famiglia Ceretto, assieme ad alcuni ettari di vigneti. Nel 1999, ormai ridotta quasi a rudere, gli artisti David Tremlett e Sol LeWitt decisero di darle nuova vita, facendola diventare un ‘must see’.

Non c’è un vero e proprio parcheggio. Si raggiunge da due punti differenti ma, in entrambi i casi, preparatevi a camminare per 10/15 minuti a piedi per raggiungerla. Nei periodi di alto afflusso turistico ci sarà davvero tanta gente. In questo caso, devo ringraziare la pioggia, che ha fatto desistere parecchie persone.

Visto la particolarità dell’edificio, è assolutamente da includere tra le cose da vedere nelle Langhe in 2 giorni.

Monforte d’Alba e Serralunga d’Alba

A causa del maltempo, Monforte l’ho visto solo nel suo insieme, mentre a Serralunga, approfittando di un momento di poca pioggia, sono salita sino al castello, ma non ci sono entrata. Posso solo dire che questo maniero è un UNICUM italiano, in quanto giunto a noi così come è stato costruito nel medioevo, senza essere stato addolcito nelle forme e reso residenza.

Ciò si vede in quanto ha mantenuto la sua forma allungata, che più che per scopi militari, serviva a simboleggiare l’importanza e la potenza commerciale della famiglia Falletti. Inoltre, non essendo mai stato coinvolto in eventi bellici importanti, non vi è stato bisogno di effettuare interventi di recupero e restauro imponenti. Quello che vediamo oggi è lo stesso maniero del 1357, anno in cui terminò la sua costruzione.

A Monforte d’Alba segnalo l’Auditorium all’aperto, nella piazza centrale del paese. Nelle calde giornate estive vengono organizzati eventi. E’ un luogo suggestivo, con un panorama che toglie il fiato.

Langa del Barbaresco

Visita a Neive ed un assaggio di Barbaresco

Mentre cominciavamo la strada per il ritorno ho pensato di percorrere un pezzo del tratto panoramico che porta da Barbaresco a Neive. Il tempo non ha aiutato e di Barbaresco mi sono accontentata di un’immagine offuscata da lontano. Spero di rifarmi la prossima volta.

Neive invece volevo vederla per due motivi: il primo è che si trova sulla ‘Strada Romantica delle Langhe’, un percorso volto a far scoprire i luoghi più belli ed armoniosi del territorio, sia dal punto di vista paesaggistico che antropologico. Il secondo motivo è che fa parte sia dei Borghi più belli d’Italia, sia dei paesi bandiera arancione del Touring.

Infatti non mi ha deluso. Per fortuna la pioggia ha smesso di cadere ed abbiamo potuto passeggiare in questo bel borgo in gran parte pedonale, ammirando Piazza Italia, dove risiede il Comune, la chiesa ortodossa macedone ed arrivando fino ai giardini di Castelborgo, la residenza con annessa una bella cappella dei Conti omonimi, un tempo Sigg.ri Cissone. Purtroppo non vi si può accedere, un’alta cancellata di ferro battuto li divide dal resto.

Bello anche camminare a zonzo per il borgo, incrociando palazzi d’epoca ricoperti d’edera rossastra, a riprova di un autunno ormai inoltrato.

Ormai direi di aver fatto un elenco corposo di cosa vedere nelle Langhe in due giorni, ma manca ancora una chicca.

Le panchine giganti

Big Bench Community Project

Sono sparse per tutte le Langhe, ce ne sono decine, di ogni colore.

Il tutto è nato da un progetto di Chris Bangle, sostenuto da sua moglie Catherine, cittadini del comune di Clavesana dal 2009. Queste panchine sono diventate una grande attrazione del posto, ma si sono diffuse anche nel bergamasco, nel bresciano, nel reggiano, nel lucchese ed in provincia di Potenza. All’estero, per ora ce ne sono due in UK. Lo scopo di tutto ciò è valorizzare il territorio, dare maggiore visibilità anche ai luoghi meno conosciuti. Le panchine giganti sono un dono che si può fare appoggiandosi alla ditta di Chris, che fornirà supporto tecnico e farà da intermediario con gli artigiani locali.

Il ricavato di ogni vendita, così come la donazione per la realizzazione di una nuova panchina, va sempre in sostegno delle comunità locali più bisognose.

E questa è la mappa di tutte le panchine presenti in Italia ed oltre: Panchine giganti, dove trovarle

mentre con la App Tabui (il nome dialettale del cane da tartufo), scoprirete il loro punto esatto, oltre che tutti ‘must see’ che ogni collina delle Langhe può offrire. Interessante no?

Informazioni utili per un week end nelle Langhe

Dove mangiare spendendo poco ma bene ed abbondante: Caffè Rossetti – Alba

Locale semplice, con primi tradizionali a 10€.

Dove mangiare ottimamente, anche a base di tartufo: Locanda in Cannubi – Barolo

Locale elegante, con una vista spettacolare sui vigneti che lo circondano. Grazie ad enormi vetrate anche in inverno si pranza davanti ad un panorama mozzafiato. I prezzi, nonostante tutto, sono abbastanza sostenibili (tartufo escluso). Primi sui 14€, secondi dai 16€ ai 26€, vino anche al calice, dai 4€ ai 10€. Solo i dolci sono davvero cari: 9€

Qui è possibile anche soggiornare.

Dove dormire bene, spendendo il giusto: Agriturismo Braide, borgata Silio, La Morra.

E’ stato aperto nel 2018 e le camere sono spaziose ed arredate con gusto. La colazione è spettacolare, molti dei prodotti sono fatti direttamente da loro. E’ un’azienda viti-vinicola che ha riconvertito la vecchia casa padronale in un agriturismo con 4 camere, di cui una per i disabili, senza barriere architettoniche.

Sono produttori di Dolcetto d’Alba, Nebbiolo e Barbera. Immerso nei vigneti, si trova a due passi dalla panchina gigante rossa, detta Panca della Serenità ed a breve distanza dalla cappella del Barolo.

Link utili:

www.langheroero.it

 

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2 Comments

  1. Falupe ha detto:

    Un territorio ricco di attrazioni a me sconosciuto. Impressionante il maniero di Grinzane e molto graziosa la Cappella del Barolo. Belle anche le panchine giganti che stanno popolando il nord Italia (spero che arrivino prima o poi anche nel mio territorio). Un articolo che conserverò per un prossimo mio viaggio in quel di Barolo

    • Laura ha detto:

      Grazie mille per il tuo commento. Questa piccola porzione d’Italia è di una bellezza straordinaria. Il sole avrebbe sicuramente esaltato i colori, ma non nego che questa nebbiolina autunnale fosse particolarmente suggestiva. Mi fa piacere averti ispirato per un eventuale prossimo viaggio 🙂

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