Fioritura dei ciliegi a Vignola e 5 buoni motivi per visitare il paese

La fioritura dei ciliegi di Vignola, è un momento particolarmente atteso da noi modenesi.

Il periodo può variare in base alla stagione, ma generalmente il picco della fioritura avviene tra fine marzo ed i primi giorni di aprile.
A differenza della fioritura del ciliegio selvatico, che è di colore rosa – vedi la fioritura dei ciliegi in Giappone – quella degli alberi da frutto è bianca e colora le nostre campagne per chilometri. E’ uno spettacolo indescrivibile.

Tramite il Comune di Vignola, nella persona di Francesco Iseppi, non solo ho potuto vedere tutto questo, ma anche scoprire Vignola, comune di medie dimensioni in provincia di Modena.

Un paese unico nel suo genere, ricco di fascino e storia, che sempre più spesso è meta di viaggio di forestieri.

Ho capito di NON conoscerlo assolutamente, di avere giusto ‘un’infarinata’ di tante nozioni sia storiche, che architettoniche, che culturali.

Cosa vedere a Vignola – 5 buoni motivi per visitarla

1) La Rocca di Vignola è sicuramente l’emblema del paese e l’edificio maggiormente conosciuto. Si hanno sue notizie già dal 1178. La sua costruzione aveva carattere militare, quindi difensivo e lo si intuisce anche dal cammino di ronda, percorribile, che attualmente permette di godere di uno splendido panorama a 360° sui tetti e le vallate circostanti alla cittadina.

Diverse famiglie si succedettero all’interno del maniero, dagli Este ai Contrari per finire ai Buoncompagni, che poi la vendettero alla allora Cassa di Risparmio di Vignola. Attualmente è di proprietà della Fondazione di Vignola, che ne gestisce anche la sua valorizzazione e conservazione.

L’interno della rocca è spoglio di mobilio, ma ricco di superbi affreschi, in gran parte risalenti al XV secolo.

Grazie a restauri costanti, la rocca si presenta ai nostri occhi quasi come se il tempo non fosse passato. Non perdete la visita della sua Cappella finemente affrescata, della Sala degli Anelli e delle Colombe, degli Stemmi e dei Leoni. Questi dipinti sono talmente belli che trasmettono calore, quasi come se la sala prendesse vita e l’assenza di mobilio passa in secondo piano.

L’ingresso alla rocca di Vignola è gratuito ed è possibile tutti i giorni della settimana. Si possono prenotare visite guidate.

Per maggiori informazioni potete consultare il sito roccadivignola.it

2) L’edificio più importante, dopo la Rocca è Palazzo Barozzi.

Fu costruito nella seconda metà del XVI sec. per conto di Ercole Contrari il Vecchio su progetto del grande architetto vignolese Jacobo Barozzi, detto il Vignola. Il nome del palazzo deriva appunto dal suo nome.

Dopo essere appartenuto anche alla famiglia Buoncompagni, che ahimè chiuse il loggiato che dà sul cortile interno, dal 1949 appartiene alla Parrocchia di Vignola.

L’edificio si compone di 4 piani: semi-interrato e piano rialzato (destinati alle cucine ed alla gestione della casa, perfettamente restaurati, a mio avviso splendidi), piano nobile e sottotetto (per la servitù).

La vera protagonista del palazzo però è la scala a chiocciola. Ho vissuto finora senza sapere di avere una meraviglia simile a pochi km dalla mia città!

Questa scala è un vero capolavoro del grande Barozzi.

Di forma ellittica, è autoportante ed è l’unica parte verticale del palazzo che collega i vari piani. Si compone di 106 gradini, 24 dei quali si trovano nel semi-interrato, ed è alta complessivamente 12,33 m.

E’ totalmente aerea, sostenuta solamente da una colonna alla sua base ed dal muro esterno, dove si vanno ad ‘incastrare’ i gradini, che diminuiscono la loro ampiezza dall’esterno verso l’interno proprio per alleggerirne la struttura. Il principio della compressione, se così lo possiamo chiamare, è quello che le dà stabilità.

Attualmente è decorata con figure grottesche, ma inizialmente era intonacata di bianco. E’ davvero un’opera straordinaria, unica nel suo genere, nata dal grande genio di Jacopo Barozzi, detto ‘il Vignola’.

Ma chi era questo personaggio storico, che qui a Modena dà nome a vie importanti ed istituti scolastici?

Ben pochi sanno, io compresa fino a pochi giorni fa, che è sepolto al Pantheon di Roma, dove visse e lavorò per parecchi anni. Svolse importanti attività per la famiglia Farnese e fece parte della cerchia di Michelangelo e del Vasari. Lavorò anche alle dipendenze di Francesco I di Francia, partecipando alla realizzazione di Fontainebleau. Fu uno dei più grandi archietetti del ‘500, ma fu anche pittore ed ingegnere idraulico. Scrisse anche alcuni trattati di architettura. Insomma un genio del Rinascimento italiano, che ha contribuito a rendere l’Italia quel meraviglioso Paese quale è. Orgogliosa di essere nata nella sua terra.

3) Vignola custodisce un segreto. In pochi sanno che all’interno del piccolo centro storico si nasconde una dimora importante, a cui è annesso uno stupendo giardino: il giardino pensile Galvani.

I Galvani erano una famiglia di Ferrara, che si stabilirono a Vignola intorno al XV sec. al seguito dei conti Contrari. Per secoli gestirono villa e giardino, collegati tra loro da un ponte che attraversa una stretta via del centro storico. Probabilmente per problemi economici, la proprietà fu venduta nel 1830, ma con la clausola che il bene venisse conservato nello stato presente, ossia che il giardino continuasse ad avere il ruolo che stava rivestendo.

Attualmente il giardino appartiene alla Fam. Vaccari di Modena, ma per alcuni eventi viene aperto al pubblico, come lo scorso anno in corrispondenza della festa della Ciliegia (primi di giugno).

Purtroppo non ho potuto vederlo, se non dall’esterno. So che la sua disposizione corrisponde a quella dei primi del ‘900 e comprende un teatro di verzura, una passeggiata panoramica ed un belvedere con tanto di telescopio, a dimostrare come questo giardino già nel passato fosse un luogo di scienza e studio oltre che di piacere per l’animo e lo sguardo. Ho potuto notare uno splendido pergolato di glicini, ma solo di striscio.

La dimora nacque nei pressi delle mura difensive della città e la ‘Colombara’, splendida torre che domina il giardino, fu fortilizia fino alla fine del XVIII sec. e fu costruita proprio dai Galvani per controllare e difendere il borgo di Vignola.

Che dire, rimango in attesa dell’apertura per l’anno in corso!

Vignola è famosa, oltre che per le sue bellezze architettoniche, anche per la gastronomia.

4) Le eccellenze sono tante, ma da una bisogna partire, quindi vi parlo brevemente del suo cuore più dolce: la Torta Barozzi.

Non tutti sanno che l’originale è acquistabile solo qui e tutte le altre torte si devono definire ‘tipo Barozzi’ in quanto ‘Torta Barozzi’ è un marchio registrato.

Il nome chiaramente è un omaggio al grande architetto Jacobo Barozzi di cui ho parlato in precedenza.

La torta, che inizialmente si chiamava ‘Torta Nera’, è nata dall’estro di Eugenio Gollini che, volendo sperimentare nuove ricette, creò un impasto che nel tempo modificò, fino a dichiarare che ‘meglio di così non si poteva fare’.

Il Caffè Pasticceria Gollini, aperto fino dal 1887, divenne un luogo sempre più amato, sia dai vignolesi che qui erano soliti ritrovarsi, sia dai forestieri, richiamati dal ‘profumo’ e dal nome della fantastica torta.

La ricetta, rimasta quella di Eugenio Senior, è gelosamente custodita nelle cucine della pasticceria, dove il dolce viene preparato con ingredienti di altissima qualità ed in modo artigianale.

La Torta Muratori, si aggiunge alla Barozzi alcuni decenni dopo. Il figlio di Eugenio Senior, Agenore, ne è l’inventore. Il nome è una dedica ad un altro illustre vignolese: Ludovico Antonio Muratori.

Attualmente la pasticceria, i cui arredi ‘retrò’ riportano a diversi decenni addietro, è gestita dalle pronipoti di Eugenio Senior, e la qualità del servizio è alla pari degli ingredienti delle sue torte: ineccepibile.

5) Vignola eccelle anche nella produzione dell’aceto balsamico, denominato Aceto Balsamico Tradizionale di Modena   DOP.

Tanti sono i produttori, a partire dallo stesso Comune, la cui acetaia è stata inaugurata nel 1999 e, nel 2013, orgoglio di tutta la cittadinanza, c’è stata il primo imbottigliamento, rigorosamente nelle bottigliette di Giugiaro.

Produrre un buon aceto non è assolutamente semplice, me lo ha raccontato molto bene Giovanni Solmi, dell’azienda agricola omonima, che mi ha mostrato la sua acetaia.

La passione è la benzina che accende il motore. Poi ci vogliono gli ingredienti di prima qualità, come il mosto cotto di uve modenesi, dei buoni barili, tanto tempo, cura e dedizione.

Questo mix di elementi sono quelli che nel tempo hanno dato a Giovanni grandi risultati, sia a livello nazionale che internazionale, entrando a far parte del Consorzio dell’aceto Balsamico di Modena e diventando Maestro Assaggiatore.

Giovanni, così come lo stesso Comune di Vignola, è anche produttore dell’Agromela di Vignola, un aceto balsamico derivante dal mosto cotto di mele. Un prodotto contadino nato dall’esigenza di non sprecare nulla e dal fatto che la mela costasse meno dell’uva.

Il risultato è ottimo, ve lo posso garantire.

Assieme, abbiamo poi percorso la campagna intorno alla sua azienda, dove ho potuto riempirmi gli occhi della bellezza della fioritura dei ciliegi. Infatti Giovanni è un importante produttore anche di questo frutto, che rende ancora una volta Vignola famosa sia in Italia che all’estero.

Coltiva principalmente duroni, la cui varietà principe è il Ferrovia (da mangiare fresca o sotto spirito), ma conserva ancora alcune piante di morette, la classica ciliegia nera di Vignola che, non avendo più mercato, pian piano sta scomparendo.

Le varietà di duroni sono davvero moltissime, Samba, Carmen, Frisco, Nero I e II….impossibile per una profana come me ricordarle tutte e distinguerle le une dalle altre!!

Giovanni ne coltiva circa 15 varietà, che saranno raccolte a partire dal 15/20 maggio, fino circa a metà luglio (i tempi di maturazione differiscono tra loro).

Da questa mattinata trascorsa in quel di Vignola ho imparato tantissime cose, non sono in grado di riportarle tutte. Ma una cosa ho percepito profondamente: la passione che tutte le persone che ho incontrato mettono ogni giorno in quello che fanno e ciò mi ha ulteriormente convinto che se uno crede fino in fondo in qualcosa e persegue i suoi obiettivi con coraggio e determinazione, può emergere.

Di ciò sono infinitamente grata a Francesco Iseppi del Comune di Vignola, Al Dott. Ceci per la visita di Palazzo Barozzi e chiaramente a Solmi Giovanni, per il tempo che mi ha dedicato (e la pazienza) nella spiegazione di ciò che rende Vignola un produttore d’eccellenze straordinario.

Vignola, dove mangiare

Un must da non perdere è la ‘Trattoria Bolognese’, dove mangiare delle tagliatelle che vi ricorderete per tutta la vita! Necessaria la prenotazione. Il locale è aperto dal lunedì al venerdi SOLO a pranzo.

Di seguito la pagina facebook: www.facebook.com/pages/Trattoria-Bolognese

Link utili per la visita di Vignola e dintorni:

Dove si trova Vignola

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Translate »