Perigord Noir, Dordogna: cosa vedere nella Valle del Vézère

La Valle del Vézère è conosciuta anche come valle della preistoria per l’enorme numero dei siti archeologici ritrovati e visitabili.

15 fra questi sono patrimonio Unesco, come la valle stessa. Tale zona prende il nome dal fiume che la attraversa ed occupa la parte settentrionale del Perigord Noir.

Cosa vedere nella Valle del Vézère

Spiccano fra tutti le grotte di Lascaux, chiamate anche ‘ la Cappella Sistina della preistoria’. Si trovano nei pressi del paese di Montignac, in una zona lontana dalla grande concentrazione degli altri maggiori siti archeologici e trogloditi. Infatti sono quasi tutti concentrati presso la bella cittadina di Les-Eyzies-de-Taiac. In questa zona sono almeno 37 le grotte e ripari decorati ed ancor di più sono i siti all’aperto risalenti al Paleolitico superiore.

Noi Lascaux non l’abbiamo visitata perchè si tratta di una copia dell’originale. Dal 1983, anno in cui fu inaugurata Lascaux II, è stata chiusa definitivamente al grande pubblico per preservare i magnifici dipinti parietali scoperti da 4 ragazzi per caso nel 1940. Lascaux II è identica all’originale e dicono che sia stupenda. Si trova a circa 200 mt da essa. Sono state ricreate la famosissima Sala dei Tori ed il passaggio laterale (mi scuso per la traduzione, non so se è corretta) che rappresentano il 90% dei dipinti della grotta originale.
E’ stata costruita negli anni ’70 ed il lavoro, fatto dagli esperti del settore si dice che sia perfetto.

Foto di proprietà del sito lascaux.culture.fr

Le grotte di Lascaux sono le più visitate al mondo ed ospitano mediamente 250.000 visitatori all’anno.
Se decidete di visitarle, vi conviene prenotare con largo anticipo (www.lascaux.culture.fr)
Se invece preferite un altro sito, avete davvero una vasta scelta. Ricordo che tra tutte Font de Gaume è l’ultima grotta policromatica aperta al pubblico. La prenotazione è sempre consigliata.

La visita della cittadina di Les-Eyzies-de-Taiac, detta anche capitale della preistoria, è un must che non potete perdervi. L’abitato si sviluppa principalmente sulla via principale, il cui nome è proprio via della preistoria, ma voi dovete guardare alle spalle delle case.

Vedrete una conformazione rocciosa unica nel suo genere, che caratterizza tutta la valle. La roccia, color ocra, sembra scolpita modellata, intagliata…mai visto una cosa così. Invece di incutere timore, sembra quasi proteggere il paese.

Les-Eyzies ospita anche il Museo Nazionale della Preistoria, dove ammirare tantissimi reperti risalenti al Paleolitico superiore, provenienti dalle aree nei dintorni.
L’uomo di Cro-Magnon, predecessore del sapiens, è stato scoperto qui, in questa zona davvero unica al mondo. Famosa e particolare la statua sospesa sulla terrazza naturale al centro del paese, che rappresenta ‘L’uomo Primitivo’. Molto contestata agli inizi, è ora simbolo di Les-Eyzies.
Ma ci sono altri luoghi che meritano una sosta, paesi tranquilli e romantici, alcuni sul fiume ed altri no, ma tutti di estremo fascino, per un motivo o per un altro.

I paesi più belli della Valle del Vézère

Il primo che abbiamo visitato è stato St. Amand de Coly, grazioso paese a circa 20 km da Sarlat e vicinissimo alle grotte di Lascaux, annoverato tra i paesi più belli di Francia.
Personalmente dico che ce ne sono di più belli, ma ciò che rende unico St. Amand de Coly è la sua abbazia, risalente al XII sec., considerata la più bella chiesta fortificata del Perigord.

Non ci sono molte informazioni relative a questo edificio religioso. Un documento riporta che già nel 1048 qui c’era un’abbazia. Il nome del paese deriverebbe da quello di un santo, reso tale da una comunità di schiavi alla quale portò la parola del Vangelo.

Le abitazioni sono nella tipica pietra ocra, con i tetti in ardesia grigia, come vuole la tipicità del luogo.
Vasi di fiori ne abbelliscono la via principale.

La nostra visita prosegue verso St. Leon sur Vézère.
Anch’esso classificato tra Les Plus Beaux Villages de France, stavolta a mio avviso meritato, si trova sulla riva del fiume Vézère. E’ un luogo molto tranquillo, fuori dai principali circuiti turistici di massa, ma allo stesso tempo molto rinomato.

Come St. Amand de Coly, è molto piccolo, ma è comunque piacevole percorrere le strette viuzze in ciottoli, che riportano sempre indietro nel tempo. Gli scuri colorati, i fiori sui davanzali, qualche gatto sonnacchioso, rendono certi posti così romantici ed accoglienti…ci si rigenera davvero in questo angolo di Francia!

Tra i monumenti più importanti la chiesa romanica del XII secolo, il castello di Clerans, risalente al XVI secolo e le Manoire de la Salle, del XIV, costruito per rendere la valle più sicura dagli attacchi nemici. Dopo la rivoluzione è stato acquisito dai proprietari del castello di Clerans.

Lasciato questo piccolo e rilassante paese ci spostiamo a Tursac, per visitare un maniero davvero unico nel suo genere e per me bellissimo:

 La Maison Forte de Reignac

Oggettivamente incastonato nella roccia, è l’unico castello falesia ( in inglese cliff castle) pervenuto a noi praticamente intatto, con tanto di mobilio originale dell’epoca.
Visto da fuori, con le sue pietre color ocra, quasi si confonde con la montagna e sembra molto più piccolo rispetto a quello che realmente è.

Quando entri sei veramente catapultato indietro di secoli, e sembra quasi che la vita scorra ancora dentro le mura.
Un castello quasi inattaccabile, visto che l’unico modo per conquistarlo era dalla valle di fronte.

Ognuno nel maniero aveva un ruolo ben preciso durante le guerre ed ogni finestra o pertugio veniva difeso da uomini, donne e bambini, che fossero servi o di alto rango. Ognuno prendeva posto in un luogo preciso, stabilito in precedenza.

All’interno, al piano più basso è presente anche un piccolo museo. Mi sono rimasti impressi le ricostruzioni di teschi, dall’uomo preistorico fino al sapiens sapiens. Inoltre si possono vedere oggetti ritrovati in loco o copie di tali, come utensili o armi, che aiutano a capire come poteva essere la vita dei nostri predecessori. P

rincipalmente risalgono al neolitico ed alla fine dell’età del bronzo, quindi circa a 3000 anni fa.

Salendo al piano terra troviamo l’ambiente che più mi è piaciuto, ossia l’enorme cucina, con ancora il camino acceso! In sottofondo rumori di piatti e stoviglie….mi veniva da guardare dietro gli angoli…sembrava davvero che ci fosse gente!
Salendo di un piano si incontra la stanza più sinistra della casa, ovvero la prigione. Appena 4 metri quadrati, ceppi ai muri ed un giaciglio…per chi eventualmente poteva meritare un trattamento ‘di favore’. A fianco la sala delle armi ed un’altra piccola stanza, che mi ha fatto rabbrividire.

Era quella utilizzata dal signore del palazzo per lo ‘ius primae noctis’. Se avete visto il film Brave Heart sapete di cosa parlo. In pratica, le giovani ragazze appena sposate dovevano, per legge, passare la prima notte di nozze con il padrone del feudo.

Anche se su questo diritto feudale non vi sono prove inconfutabili, (alcuni studiosi asseriscono che sia più una leggenda che altro)  non stento a credere che potesse esistere, visto appunto l’esistenza dei servi della gleba che per sposarsi dovevano avere l’approvazione del proprio signore e versare spesso anche un tributo.
Nella parte più alta del castello, quella dove troviamo le terrazze panoramiche, oltre ad essere proiettato un filmato sulla sua storia, ovviamente in francese, ma se non ricordo male, sottotitolato in inglese, ci sono alcuni dipinti che lo  rappresentano nel corso dei secoli.

Dai primi rifugi in caverne, alle prime murature per poi finire nel diventare il castello falesia che ammiriamo oggi.

Una volta conclusa la visita, per chi ha pelo sullo stomaco e macabra curiosità, c’è un luogo davvero infernale. Dentro una grotta, che forse un tempo faceva da prigione e sala delle torture, troverete decine di attrezzi, utilizzati anche dall’Inquisizione, per estorcere ai poveretti che venivano presi di mira, informazioni sui loro legami con l’occulto ed il diavolo in persona.

Anche il più coraggioso prima o poi finiva per confessare ciò che non aveva nè avrebbe mai commesso. Pensate che era una fortuna morire per decapitazione….ho visto degli arnesi….indescrivibili….sono uscita con la nausea. P

erò se ve la sentite, ne vale davvero la pena perché ci si rende conto di quanto possa essere cattivo e malefico l’uomo, di quanto lo possa essere ancora…in modo diverso forse…ma la natura umana possiede un lato oscuro e questa sala vi ci porrà di fronte con tutta la sua spaventosa crudezza.
Puntualizzo che è una delle più complete collezioni presenti in Europa. Ogni attrezzo ha la sua targa con le spiegazioni, anche in italiano. In più, per chi non capisse, ci sono molti disegni dell’epoca.

Insomma, tutto molto esplicito. È sconsigliato ai bambini, ma penso che già lo abbiate intuito. Non c’è sovrapprezzo da aggiungere per la visita dell’esposizione.
Per ulteriori informazioni lascio anche qui il sito del castello: www.maison-forte-reignac.com

Un altro must della valle che non potete perdervi è la

visita alla Roque-St-Christophe

Questo sito storico e preistorico costituisce un complesso unico al Mondo per dimensioni (1 km di lunghezza, 5 piani e più di 100 ripari nella roccia), per la durata dell’occupazione da parte dell’uomo (25.000 anni) e per la sua storia millenaria.
Non a caso l’Unesco l’ha inserito nella sua lista. Può essere paragonata, solo in termini unicità del sito, alla Cappadocia e ad alcuni luoghi presenti negli Stati Uniti, in Arizona e in Colorado. Diverso è l’insediamento dell’uomo in queste zone, avvenuto migliaia di anni dopo rispetto alla Roque St. Christophe.

Questa imponente falesia, di cui si ha una bella visione d’insieme dalla strada da cui si arriva, si trova ad un’altezza di 100 mt da terra ed un tempo si trovava direttamente sul fiume Vézère.
Gli scavi e gli studi effettuati in loco hanno portato alla luce diversi reperti storici, che oggi ci permettono di capire come si svolgeva la vita di un tempo e chi ha vissuto all’interno di questi anfratti, pare già abitati 50.000 anni fa dall’uomo di Neandertal, 25.000 anni fa dall’uomo di Cro-Magnon, fino al Neolitico (3000 a.C.).
Successivamente la Roque era conosciuta ed occupata nell’età del bronzo e del ferro, fino al Rinascimento.

Visitare questo sito vuol dire fare letteralmente un salto in un passato che facciamo fatica ad immaginare, se non siamo freschi di storia. Purtroppo sono aperti al pubblico solo 300 mt di falesia, che rendono comunque il sito il più grande riparo aereo d’Europa.

E’ come una grande terrazza che, nel tempo, è stata ampliata e modellata dall’uomo. Qui, nel corso dei secoli erano centinaia le famiglie che ci vivevano. Ricordate che si può visitare solo una parte di falesia, ma un tempo tutta la parete di roccia era costruita ed abitata.
Alcuni ambienti sono stati ricreati, come la cucina, per dare un esempio di spaccato di vita locale intorno all’anno 1000 d.c.

In loco sono presenti anche alcune macchine da cantiere che negli anni di costruzione della grandi cattedrali gotiche, venivano utilizzate. Sono copie e sono in questo luogo solo in esposizione, ma sarà possibile capirne il meccanismo grazie alla spigazione delle guide che vi accompagneranno.

E’ interessante però sapere che in quegli anni i cantieri non si servivano nè di servitù nè di lavori forzati. Uomini e donne venivano pagati con il baratto ed i bambini praticavano un apprendistato della durata di 7/9 anni. Inoltre le donne erano assunte con il cognome da nubile in modo da poter incassare personalmente la paga.
Per visitare la Roque St. Christophe è meglio partire la mattina presto perchè, soprattutto nei mesi estivi, l’affluenza è molto alta.
Tutte le informazioni sul sito: www.roque-st-christophe.com
Direi di aver descritto tutti i luoghi più importanti da noi visitati durante il soggiorno in Perigord, relativi alla Valle del Vézère.
Ancora non mi rendo conto di quanta storia trasudino queste rocce, testimoni della nostra storia da ben 50.000 anni! Nessun posto, mai, mi ha trasmesso una tale sensazione. Nessun luogo in Europa, potrà raccontarvi la storia come la Valle del fiume Vézère, sicuro.

Link degli  uffici del turismo di:
Les-Eyzies-de-Taiac
St. Amand de Coly
St. Leon sur Vézère

Per tutte le informazioni relative ai posti visti, oltre che contattare direttamente i siti interessati, potete rivolgervi all’ufficio del Turismo di Sarlat la Caneda, capoluogo del Perigord Noir. Lo trovate in rete al seguente indirizzo www.sarlat-tourisme.com, ed in centro a Sarlat la Caneda, in Rue Tourny, n. 3 (a fianco della cattedrale) ed è a vostra disposizione, sia fisicamente che con brochure anche in italiano.

Ringraziamenti:
Ringrazio sentitamente l’Ente del Turismo di Sarlat per il suo supporto, anche in lingua italiana, in particolare nella persona di Katia.
Ufficio del Turismo di Sarlat la Caneda
http://www.sarlat-tourisme.com/
3, Rue Tourny – B.P. 114
24203 Sarlat Cedex
e-mail: info@sarlat-tourisme.com

 

 

 

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