Finistére, itinerario in Bretagna alla sua scoperta

Il Finistére,  è il più occidentale dei 4 dipartimenti di cui si compone la Bretagna.

Questa terra famosa per i fari e per la punta più occidentale di Francia, Point du Raz, dove il tempo cambia di minuto in minuto, tanto è veloce il vento che spira. Diversi sono i paesi che punteggiano la costa, ma anche il suo entroterra, sempre colorato da centinaia di ortensie ed altri fiori.

cosa vedere nel Finistére. Itinerario di 2 giorni

Döelan

è il primo che ho incluso nella visita, un piccolo porto/paese situato all’estremità di un’insenatura, quasi un fiordo, un posto magico e tranquillo, un porto sicuro per l’approdo.

Dal parcheggio nella piazzetta principale, parte un sentiero in mezzo al bosco e lungo il mare, che vi permetterà di arrivare dall’altra parte della costa. I fari sono protagonisti qui ed i principali sono due: quello a strisce verdi e bianche all’entrata del porto e quello a strisce rosse e bianche lungo la costa interna al fiordo.

Case tipiche punteggiano la vegetazione che si specchia nelle acque calmissime. Il villaggio si sta svegliando adesso…anche se ormai sono le 9 passate.
Non ho sbagliato quando ho programmato questa tappa. E’ davvero la quintessenza della Bretagna, mi è sembrato di essere dentro un quadro, tanta era l’armonia e la bellezza del paesaggio.
Lasciamo Döelan con la dolcezza nel cuore, non dimenticando di soffermarci davanti ad una casa col tetto di paglia, qui abbastanza diffuse.
La nostra prossima meta sarà Pont-Aven, a circa 30 min. d’auto, ma prima ho voluto visitare un’altra chiesa bretone, nascosta nella campagna del Finistere. Si tratta della romantica Chapelle St.Cado Bannalec. Non è facile trovarla.

Per fortuna all’ufficio turistico di Bannalec mi hanno fornito una cartina dettagliata…penso che senza quella non sarei riuscita a scovarla.
Ho avuto anche la fortuna di entrarvi. Sì, perchè queste piccole chiese sono private e spesso adiacenti alle abitazioni del proprietario. In questo caso, loro la utilizzano solo 1 o 2 volte all’anno, in corrispondenza del Natale o altre ricorrenze religiose.
Non c’era nessuno, solo noi…è proprio questa la Bretagna che volevo vedere.

Pont-Aven

invece è uno dei posti turistici per eccellenza della regione. E’ veramente un luogo stupendo.

Il mercoledì c’è il mercato che si disloca lungo il canale che porta al mare.
C’era bassa marea e le barche erano quasi tutte appoggiate su particolari piedistalli che servono per mantenerle dritte.

Nel centro, tante gallerie d’arte. Qui, nei secoli scorsi, pittori e artisti (fra i più noti Paul Gauguin) trovarono il loro paradiso.

Pont-Aven è davvero un posto da favola, tanto romanticismo in ogni angolo e tanta bellezza ed eleganza un po’ ovunque. Per quanto pieno di gente e leggermente caotico, merita assolutamente una sosta.
Dopo aver pranzato al sacco sotto un caldo e piacevole sole, siamo ripartiti alla volta di Concarneau.

Si tratta di un altro comune francese di particolare importanza turistica e commerciale del dipartimento del Finistére.

Sorge nel centro di una darsena come un’isola-fortezza, risalente al IV sec d.C. ed in parte ricostruita nel XVII sec. E’ collegata alla terra ferma da un ponte. Il centro storico, detta Ville Close è sicuramente il tratto più caratteristico della città.

Le mura di cinta sono percorribili e non di rado artisti di strada vi faranno tornare ai secoli passati, con i loro costumi colorati ed i giochi d’altri tempi. Noi abbiamo sostato in un bel giardino sempre all’interno della ville close, gustandoci qualche dolcetto del posto.
Nel frattempo, il mare è cominciato ad affluire nel porto. E’ incredibile come, in pochissimo tempo, lo scenario riesca a mutare radicalmente.

Ormai stanchi per la giornata intensa trascorsa, ci avviamo verso la nostra chambre d’hotes, a poca distanza da

Quimper

Decidiamo di rilassarci fino verso l’ora di cena, poi, sotto consiglio dei proprietari abbiamo cenato in una storica creperie del centro, dove ho gustato il sidro migliore di tutto il viaggio.
Quimper è capoluogo della contea di Cornovaglia ed ha mantenuto molte delle antiche case a graticcio e dei caffè tradizionali.

Imponente è la Cattedrale di St-Corentin, le cui torri, alte 76 metri, vennero finite ben 600 anni dopo l’inizio dei lavori. In effetti, se le si guarda bene da vicino, le lavorazioni effettuate sono davvero strepitose e molti impegnative.

E’ stato piacevole percorrere le vie del centro cittadino al crepuscolo, quando i locali si cominciano a riempire di turisti e non. C’è una via in particolare dove le creperie si susseguono quasi una attaccata all’altra. Diventa difficile scegliere. Alla fine del racconto però io lascerò gli estremi di quella in cui mi sono recata perchè merita.
Il giorno seguente la bella stagione ha continuato a scaldare le nostre giornate e come prima tappa visitiamo

Locronan

Il suo cuore è rappresentato dalla Grand’Place, su cui si affacciano case in granito del XVII e XVIII sec., un tempo sede della Compagnia delle Indie, quando Locronan era molto importante dal punto di vista commerciale per la sua produzione di tele di lino.

Ora è un paese in gran parte turistico, con alcune attività commerciali quali negozi di artigianato locale e creperie. La chiesa di St-Ronan che si affaccia sulla piazza, risale al XV sec ed è anch’essa in granito grigio. Il luogo è molto affascinante, rimasto praticamente intatto nel corso dei secoli.

Un appunto per parcheggiare: il parcheggio principale è a pagamento ed il costo è di € 3,00 al giorno.

C’è modo di lasciare l’auto anche dall’altra parte del paese, dove la sosta è gratuita. Noi ce ne siamo accorti durante la visita del paese, ed è forse più comodo che l’altro.

Pointe du Raz

E’ la seconda tappa della giornata. Si tratta della punta più estrema della Bretagna, verso ovest.
La costa è costantemente battuta dai venti ed il tempo è estremamente variabile. La macchina si lascia nel parcheggio a pagamento (se non sbaglio sono € 6,00 al giorno, che contribuiscono alla preservazione del luogo), poi in circa 20/25 minuti a piedi si raggiunge la scogliera.

Noi siamo partiti con il cielo velato, ci siamo imbattuti in un bell’acquazzone che, nonostante la mantella, ci ha bagnati per bene, poi sole per circa mezz’ora. Un sole caldo che ci ha asciugati e che ci ha permesso di godere del bellissimo e suggestivo panorama che offre la costa. Addirittura abbiamo pranzato indisturbati, guardando e percependo la forza che si sprigiona dall’infrangersi delle onde sugli scogli.
Uno spettacolo permanente ed estremamente coinvolgente. Se si osserva i cielo, si vede la pioggia arrivare e, quando ci siamo accorti che a breve avrebbe nuovamente piovuto, eravamo di ritorno, ma ancora distanti dalla macchina. Per fortuna l’acquazzone è stato più breve e meno intenso del primo. Certo che se non è variabile qui il tempo….
Arrivare a Pointe du Raz è molto semplice. Le indicazioni sono chiare sino al sito.
Nel rientro ci siamo fermati a Duarnenez, il piccolo paese dove alloggiavamo.
Il posto non è niente in tutto, ma è un importante centro per la pesca delle sardine ed il suo porto è un grande museo sull’acqua. Noi volevamo visitarlo, ma alle 18  stava chiudendo e siamo rimasti a bocca asciutta. Ci siamo comunque goduti da fuori la vista delle imbarcazioni.

Ormai siamo a metà della nostra vacanza in Bretagna e ci apprestiamo a trascorrere il nostro ultimo giorno nel Finistere,
Partiamo come sempre verso le 9 del mattino e ci spostiamo verso nord, facendo tappa al Calvario di Guimiliau.
I calvari bretoni sono un fenomeno unico nella storia dell’arte cristiana. Praticamente si può parlare della fede in Cristo scolpita nella pietra. Risalgono tutti al XV e metà del XVII sec. e si trovano all’interno dei recinti parrocchiali (detti enclos), quindi su luoghi sacri. In genere sono composti da un basamento in granito sul quale si ergono tre colonne con al centro Gesù Cristo. I personaggi al suo fianco possono variare da Maria a San Giovanni ai ladroni.

Essendo una struttura a più facce, il calvario accoglie in genere molte altre scene della vita di Gesù, oltre alla Pietà o alla Resurrezione, presenti nella parte superiore del basamento.
Il Calvario di Guimiliau è uno dei più complessi e risale alla fine del 1500. Al momento non si conoscono gli autori di questi capolavori.
Lasciamo il luogo per recarci verso la costa settentrionale della Bretagna, più in particolare a Kerlouan.
La giornata non è delle migliori, ma per fortuna la pioggia cade lungo i nostri spostamenti.
L’oggetto della nostra visita è un piccolo villaggio dai tetti di paglia,

Meneham

Come altre volte, non ero riuscita a trovare particolari informazioni al riguardo. Non sapevo che il villaggio avesse questo nome. Sapevo solo che a Kerlouan vi erano delle particolari abitazioni bretoni con il tetto in paglia.
Per fortuna, durante la visita alla Pointe du Raz, siamo entrati nel centro informazioni e visite del posto ed ho trovato una cartolina di Meneham!
Per raggiungerlo comunque dovete prendere per Kerlouan. Una volta in paese troverete le indicazioni per il villaggio.
Qui siamo sulla costa delle leggende e penso che sia un nome davvero appropriato.

Ci sono diverse abitazioni ed alcune sono parzialmente arredate con mobili di un tempo. Una voce in francese (ma anche didascalie in inglese) raccontano della vita semplice e frugale che vivevano queste popolazioni contadine.
Il villaggio fu abitato fino agli anni ’50 da soldati, pescatori e contadini ed in seguito abbandonato.
Ora, dopo il restauro è possibile anche soggiornarvi e penso che potrebbe essere una bellissima esperienza, senza considerare il fatto che si è ad un passo dal mare e da spiagge sabbiose…un po’ fresco però…

Ulteriori informazioni le potete acquisire consultando il seguente sito: http://www.tourisme-lesneven-cotedeslegendes.fr/

L’entrata al villaggio di Meneham è gratuita e vi è un parcheggio vicino dove lasciare l’auto.
Il cielo si sta aprendo e noi lasciamo il posto che è quasi mezzogiorno.
Prima di arrivare a Lannion, penultima tappa del nostro meraviglioso viaggio, decido in extremis di fermarci a

Roscoff

meta che avevo omesso per questioni di tempo.
E’ davvero molto carina e vi consiglio di visitarla.

Il fulcro è il suo porto, da cui partono anche i battelli per le escursioni alla vicina isola di Batz.
La cittadina ha una via principale pedonale, con diversi ristoranti e negozi caratteristici.
Caratteristica è la Féte de l’Oignon Rose (della cipolla rosa) che si tiene durante la seconda metà di agosto con balli folkloristici e stand gastronomici.

Di seguito link utili ed informazioni.
Il Finistere meriterebbe almeno 4 giorni di visita. Noi abbiamo toccato i punti principali, ma molto manca per visitarlo approfonditamente.
Abbiamo trovato belle giornate, anche se più fresche rispetto al Morbihan.
Ricordo che le autostrade sono gratuite e che la benzina costa dai 25 ai 30 cent in meno rispetto all’Italia.

Finistére, dove dormire

Chambre d’hotes de Penn Ar Yeun, Landrevarzec € 77,00 la tripla con colazione, in assoluto la struttura migliore della vacanza. Prenotato con booking.com
Hotel de France (Logis de France) Duarenenez € 85,00 tripla, solo pernottamento.
Camera pulita e moderna, ma piccola. Prezzo elevato. Prenotato con booking.com

dove mangiare a Quimper, Finistére

Creperie Au Vieux Quimper, in centro alla città, ottima.

Informazioni sul dipartimento ed i vari luoghi
www.bretagnafrancia.it/finistere
www.france-voyage.com/francia-guida-turismo/finistere.htm
Sito ufficiale del Turismo in Bretagna
Ufficio del Turismo di Locronan
Ufficio del Turismo di Roscoff
Webcam alla Point du Raz

Itinerario di Viaggio, da Döelan a Roscoff
Mappa del percorso

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