Visita alla Torre della Ghirlandina di Modena

Saranno passati almeno 35 anni dall’ultima volta che sono salita sulla Torre della Ghirlandina di Modena, la mia città.

E’ il monumento simbolo, quello che si vede già in lontananza, grazie al suo colore bianco latte, reso ancora più luminoso dall’ultimo restauro.

Amo la Ghirlandina, così come amo Piazza Grande, patrimonio Unesco dal 1997. Durante le giornate serene, i profili della torre e del Duomo si stagliano sul cielo azzurro e quel contrasto mi incanta ogni volta.

Era tanto che volevo tornare, perchè penso sia giusto sapere qualcosa di più sul luogo in cui abitiamo, sul nostro passato, anche se io sono sempre attratta da ciò che non conosco, che mi porta a girovagare soprattutto per l’Europa.

Torre della Ghirlandina di Modena 

..un po’ di storia…

Non abbiamo data certa per quanto riguarda l’inizio dei lavori relativi al basamento, mentre sappiamo per certo che sia stata ultimata nel 1319.

torre della ghirlandinaE’ alta quasi 90 m, ad essere precisi misura 89,32 m, ed è costituita da una struttura di mattoni, rivestiti da pietra naturale, proveniente non solo dall’Italia, ma anche dalla Turchia e dall’Istria.

L’ingresso alla torre della Ghirlandina è posto in via Lanfranco, a fianco del Duomo. Tale accesso è stato aperto solo nel 1901.

I 200 gradini (o giù di lì) che vi permetteranno di arrivare fino alla Stanza dei Torresani, sono levigati dalle migliaia di persone che li hanno percorsi nel corso degli ultimi 700 anni.

Non sarà pesante percorrerli, in quanto dovrete fare almeno due stop: il primo per ammirare la stanza delle Secchia Rapita, ed il secondo nella Sala degli Strumenti Scientifici.

La sua funzione, specie nel Medioevo, fu altamente rilevante, in quanto il suono delle campane annunciava l’apertura e la chiusura dei portoni della cinta muraria, oltre che fasi di pericolo per attacchi esterni, cosa assai probabile a quei tempi.

sala della Secchia Rapita

torre della ghirlandina modenaUn tempo adibita alla conservazione di reliquie ed altri beni preziosi, oggi ospita una copia di ciò che simbolicamente rappresenta ‘l’inimicizia’ che un tempo c’era tra le città di Modena e Bologna.

Il tutto risale al 1325, durante la battaglia di Zappolino. I bolognesi entrarono a Modena, ma furono respinti. I modenesi, giunti a Bologna, stanchi ed assetati per la battaglia, si fermarono in un pozzo a bere, in via San Felice.

Decisero di prendersi il secchio come trofeo, cosa che venne vista dai bolognesi come una provocazione, tanto che, chiedendo di renderlo, i modenesi risposero di no. E questo fu il pretesto per ulteriori lotte fra i cittadini delle due città, ed un certo campanilismo, per lo meno a livello calcistico, si sente tutt’ora.

La Secchia fu poi rubata a più riprese, ma ora è conservata nel Palazzo Comunale, essendo un luogo più sicuro.

Nonostante l’umidità, gli affreschi presenti alle pareti sono ben conservati, e risalgono probabilmente al XIV secolo.

torre della ghirlandina modenasala degli strumenti scientifici

Continuando la nostra salita sulla torre della Ghirlandina, incontriamo la sala degli strumenti scientifici.

Qui un tempo giungevano le corde per suonare le campane, ora invece vi si misura la pendenza della torre.

Già nel 1898 vennero fatte delle misurazioni, chiaramente con gli strumenti dell’epoca, mentre dal 2003 il tutto è affidato ad un computer. I dati rilevati vengono poi analizzati da tecnici competenti. Al momento la torre pende verso sud-ovest e pare che i primi cedimenti risalgano addirittura ai momenti della costruzione.

stanza dei Torresani

E’ stata terminata alla fine del XII secolo e si trova al quinto piano della torre, luogo in cui oggigiorno possiamo arrivare anche noi visitatori.

I Torresani erano gli antichi guardiani comunali, coloro che avevano l’importante compito di suonare le campane, per i motivi sopra descritti.

Dai documenti presenti, si evince che dal 1306 alla metà del 1800, queste persone prestarono la loro opera qui, e vivevano in questo luogo.

Dalla fine del 1500, però questa stanza fu trasformata in parte in belvedere, quel belvedere di cui oggi possiamo godere anche noi.

Qui infatti si conclude la visita, con la differenza che ora le finestre sono poste su tutti e quattro i lati della torre, permettendo una visione a 360° sulla mia bella città.

Mi sono goduta la vista con calma, ammirando l’Accademia o Palazzo Ducale, Piazza Grande, la via Emilia, Via Cesare Battisti, alcune eleganti terrazze e tanti tetti ricoperti da tegole color sabbia.

C’è però un cosa importante che dovete notare.

Quando sarete in questa sala, fate caso alla targa a fianco della prima finestra che incontrerete una volta salite le scale, sulla vostra destra. Parla di un certo Formiggini, che proprio da lì si buttò nel vuoto. Era un editore modenese ebreo. E’ quasi vano dire quanto la sua attività ed anche la sua persona soffrirono dal 1933 al 1938. Provò di tutto pur di continuare a convivere con le assurde leggi razziali varate in quel periodo, ma fu tutto vano. Così decise di suicidarsi. Era il 29 novembre del 1938.

Nella piazza della Ghirlandina c’è un’altra targa che dedica a lui quel terreno dove cadde il suo corpo, chiamato ‘AL TVAJOL ED FURMAJIN’, denominazione scelta proprio dall’editore in una delle sue ultime lettere.

informazioni pratiche di visita

torre della ghirlandina modena Prima di tutto, cercate di scegliere una giornata abbastanza serena, per vedere il tutto al meglio.

Il prezzo d’ingresso alla sola Torre della Ghirlandina è di € 3,00 per adulto, ridotto a € 2,00 per bambini e studenti dai 6 ai 26 anni, over 65 e gruppi. Free fino ai 5 anni.

Il biglietto unico però, al costo di € 6,00, vi permetterà di accedere anche ai Musei del Duomo, all’acetaia comunale, alle Sale Storiche del Palazzo Comunale e chiaramente alla torre.

Maggiori informazioni al sito www.visitmodena.it/it

oppure scrivendo a: torreghirlandina@comune.modena.it

L’ufficio IAT di Modena invece lo trovate in Piazza Grande, 14 – 059/2032660

 

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