La Val di Funes in inverno è una vera chicca.

Perfetta per le famiglie e per chi apprezza i bei panorami ed i ritmi lenti, è una valle chiusa, fra la Val Gardena, la Val Badia e molto comoda all’Alpe di Siusi.
Noi vi abbiamo passato solo 3 giorni, ma già la conoscevamo e posso dire con sufficiente sicurezza quali siano le cose da vedere in Val di Funes ed anche nei suoi primi dintorni.
Il gruppo dolomitico delle Odle, per me il più bello, è l’icona di questo posto magico e tutte le sue baite, raggiungibili rigorosamente a piedi, si trovano nei pressi di questi enormi giganti di roccia.
Abbiamo trovato 3 giorni di sole spettacolare, anche se freddi e ci siamo davvero goduti al massimo la bellezza di questo luogo alto-atesino.

Val di Funes, cosa vedere in inverno

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Una piccola digressione. Vi lascio il link degli appartamenti in cui abbiamo soggiornato. Nuovissimi, bellissimi, dotati di tutto e silenziosi. Super super consigliati!

Baumannhof – Funes 

Ed ora passiamo alla parte più succosa 🙂

Le malghe della Val di Funes

Tutti i sentieri per le malghe partono dal parcheggio della malga Zannes, a circa 6/8 km da Santa Maddalena, il paese principale della valle.
Il costo giornaliero è di € 8,00 per vettura. E’ molto grande, ma in alta stagione si riempie in fretta.

Malga Gampen

Il sentiero più comodo si trova entrando nel parcheggio e lasciando l’auto nella parte a sinistra (quella a destra si raggiunge passando un piccolo ponte in legno). Si percorre agevolmente e, fra una foto e l’altra, raggiungerete la malga in poco più di un’ora.
Di questa escursione ho apprezzato principalmente il sentiero, con grandi aperture al sole e vista sulle Odle, inizialmente di fronte e successivamente di lato.

Infatti la posizione della malga Gampen è laterale.
Si può mangiare sia dentro che fuori e, durante la stagione estiva, i vasti prati ai suoi lati si punteggiano di mucche al pascolo.
Meno frequentata di altre, la consiglio per la tranquillità ed il percorso suggestivo.

Malga Glatsch

La mia preferita! La sua posizione è eccezionale, proprio sotto le Dolomiti, pare quasi di toccarle! Il percorso più breve parte dalla parte destra del parcheggio. A dire il vero ce ne sono due. Noi abbiamo scelto quello più lungo, da 1h o poco più. L’altro diceva 40 minuti, ma per chi è lento come me, bisogna aggiungere almeno un quarto d’ora.
E’ lo stesso percorso che porta alla Geisler Alm, il rifugio delle Odle, la malga più famosa e frequentata della valle, ma in questo caso ci si ferma prima.

Il sentiero non offre panorami come il precedente, è in parte all’ombra, ma attraversa un ruscello che col primo disgelo regala sculture di ghiaccio notevoli.
Il bello della Glatsch è la sua collocazione, fantastica, accompagnata da una grande tranquillità. Anche qui prati enormi, baite al momento disabitate sparse un po’ ovunque ed una piccola cappella poco distante dalla malga.
Sicuro, ci tornerò con i colori estivi 🙂

Malga Dusler

Al momento è chiusa per lavori di ristrutturazione, ma speriamo che riapra nei prossimi mesi.
Noi ci siamo arrivati dalla Glatsch, ma ci eravamo stati con nostro figlio che allora aveva 4 anni.
Dalla malga Glatsch dista solo 20 minuti ed il percorso è molto agevole.
Quando andammo noi il cielo era nuvoloso e non ci rendemmo conto della fantastica vista che si gode anche dalla terrazza di questa malga!


Ora che ne abbiamo contezza probabilmente ripasseremo da queste parti.
Partendo dal parcheggio, il percorso è in gran parte in mezzo ai boschi ed onestamente ci siamo chiesti come avessimo fatto a raggiungerla con Matteo piccolino. Le pendenze, anche se non esagerate, sono più importanti ed impegnative, visto che il sentiero è fra alberi, rocce e radici. Mah…comunque l’avevamo raggiunta e pranzato lì.

Malga Geisler – Rifugio delle Odle

Ho bramato raggiungere questa baita per ben 12 anni. Finalmente, lo scorso settembre (2021) mi ci sono recata.
Posto incantevole, curato nei minimi dettagli, vista completa sulle Odle, da sinistra a destra, tantissimi posti per sedere all’esterno e panchine in legno a monte della baita per godere al massimo del panorama.
Ma, ci sono due ma per me: troppa, troppa, troppa gente e prezzi un po’ più elevati che dalle altre parti. Insomma, un po’ se la tirano dai 😉


A brevissima distanza però c’è anche la malga Casnago, dove personalmente non siamo stati. Ora è chiusa, ma da amici ho saputo che merita. Meno gente e stessa vista.

Durante la stagione invernale, tutte le malghe danno la possibilità di scendere con lo slittino, che poi viene lasciato alla malga Zannes. Noi quest’anno non ne abbiamo usufruito, ma la volta precedente sì. Ve lo consiglio, le piste qui sono molto belle anche se non particolarmente lunghe.

La chiesetta di San Giovanni in Ranui

Se c’è un posto iconico in Val di Funes è questo.
Prendendo per la malga Zannes, prima che comincino i tornanti, la vedrete sulla vostra destra, avvolta dal bianco della neve o dal verde dei prati, a seconda della stagione. Le Odle spuntano alle sue spalle. Uno dei panorami montani più belli di tutto il nostro stivale.

Santa Maddalena e Magdalenaweg

Per il panorama più bello sulle Odle, immancabile la passeggiata su Magdalenaweg, una strada a cui è interdetto l’accesso ai veicoli (se non per i residenti) e che porta su un’altura che permette una splendida vista sul paese e sul gruppo dolomitico. Il momento migliore è verso sera, il periodo dell’anno migliore invece dipende dai vostri gusti. Il luogo è sempre fantastico, ma cambiano i colori.

Personalmente credo che il momento intermedio in cui sono stata io non sia il non plus ultra. I colori sono spenti, la neve si sta sciogliendo e l’erba deve ancora farsi bella e verde.

Comunque sia, ricordate che ne vale sempre la pena. E mi raccomando, sedetevi su quella panchina, magari ben coperti in caso di vento freddo, e godetevi i colori del tramonto con molta, molta calma.

Per i più pigri, è possibile avere una bella vista anche dalla strada provinciale SP163, alla quale si può arrivare con l’auto.

Escursione all’Alpe di Siusi

E’ la terza volta che torno in questo luogo meraviglioso e tutte le volte rimango a bocca aperta per la sua struggente bellezza. La prima volta Matteo aveva 3 anni e non eravamo attrezzati per nulla, quindi non ci siamo goduti un fico secco. La seconda volta mio figlio aveva 9 anni ed abbiamo passato un week end sulle piste, cercando a fine stagione un hotel ‘abbordabile’. Qui la nostra esperienza:

Alpe di Siusi, dove dormire direttamente sulle piste

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Mio marito ha slittato ed io e Matteo abbiamo passeggiato sulla neve battuta e fatto un giro in carrozza.

Stavolta c’eravamo solo io e mio marito. Nostro figlio, ormai 17enne è rimasto a casa (un grazie enorme ai nonni <3 ) e noi ce la siamo davvero goduta.

Dalla Val di Funes siamo partiti nelle 8, per riuscire a salire con l’auto e risparmiare qualcosa.

L’ovovia, che parte dalla Val Gardena, costa 19€ a/r a persona, mentre il parcheggio a Compatsch ‘solo’, si fa per dire, 19€.

La cosa fondamentale è salire entro le 9, altrimenti, alle auto private, la strada è interdetta fino alle 17.

Da Funes in circa 40 minuti eravamo alla rotonda d’ingresso che poi porta a Compatsch. Arrivati, visto la splendida ma fredda giornata, ci siamo seduti un’oretta in un bar per colazione e poi ci siamo avviati alla ricerca del sentiero che ci avrebbe portato alla Baita Sanon.

Nel mentre, abbiamo visto quello di Hans e Paula Steger e, anche se è consigliato principalmente durante la stagione estiva, abbiamo deciso di intraprenderlo. Dopo poco ci si trova al bivio per una malga, tra le poche ancora aperte a fine stagione, specie se lontano dai comprensori sciistici.

Proseguiamo avvicinandoci sempre più al Sassolungo ed al Sasso Piatto, due giganti spettacolari che si contrappongono allo Sciliar e Punta Santner sul versante opposto.

Ad un certo punto arriviamo ad un altro bivio dove, verso destra, viene indicato ‘PANORAMA’. Il nome ci attira e non lo associamo subito a quello dell’hotel, tra i più importanti presenti sull’Alpe.

Comunque, nel silenzio assordante e perfetto, arriviamo ad una panchina semi sommersa dalla neve, dove ci godiamo il sole caldo e la vista sui due massicci dolomitici.

Attraversando con molta attenzione alcuni punti di arrivo con gli impianti, puntiamo a Punta Santner, cercando di arrivarle il più possibile vicino. E così ci ritroviamo a pranzare con una vista che non riesco a descrivervi a parole, alla baita Spitzbühlhütte, da dove, con la bella stagione, si pratica parapendio.

Vi lascio il link perchè è un posto spettacolare!  Baita Spitzbühlhütte

Da lì, con calma e sempre con tanta gratitudine per i luoghi visitati, siamo tornati all’auto.

Come avrete potuto constatare le cose da fare in Val di Funes in inverno sono diverse, specie se si allarga il cerchio anche ai suoi dintorni. Un’ altra escursione che si può fare è quella al rifugio Resciesa, in Val Gardena.

Con la funicolare da Ortisei si raggiunge lo chalet, poi a piedi, con una passeggiata al sole ed adatta a tutti si sale fino al rifugio. Tra l’altro l’Alpe Resciesa è famosa per la sua bellissima pista da slittino. Noi ci siamo stati e ne parliamo qui: Resciesa – La pista da slittino più bella della Val Gardena

Il passo delle Erbe invece in inverno è chiuso, ma appena riaprirà, non ci lasceremo sfuggire l’escursione verso il Sass de Putia. La zona si raggiunge in auto in circa 30 minuti, ed i sentieri in loco offrono ulteriori panorami superlativi.

Vi dirò, non vedo l’ora di tornare!

Link per informazioni utili sui luoghi visitati

Val di Funes, ufficio turistico

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