Cosa visitare a Marrakech: Le Jardin Secret

Chiaramente questa è solo una delle cose da visitare a Marrakech ma, Le Jardin Secret merita una menzione a parte.

Ci sono alcune particolarità che lo rendono oggettivamente differente dagli altri giardini della città, prima fra tutte il fatto di essere l’unico all’interno della Medina.

Quando visiterete Marrakech, sarete travolti dal caos: le strade della Medina, così come l’interno del souk, sono in intrecciarsi di motorini, biciclette carretti tirati a mano e dai muli…più tutte le persone.

Ecco, pensate se tutto questo trambusto in un attimo scomparisse: entrare nel Jardin Secret di Marrakech significa proprio questo.

Vediamolo nel dettaglio e con tutte le informazioni pratiche.

Cosa visitare a Marrakech | Le Jardin Secret

Si trova in posizione centralissima, lungo la frequentata Rue Mouassine al n. 121. Di fronte troverete il famoso Café Arabe. Se scarichete questa app gratuita (maps.me), che funziona senza internet, lo troverete senza difficoltà.

E’ comunque una delle attrazioni meglio in evidenza nella Medina.

Il costo d’ingresso è di 50 dhs, ridotto a 30 dhs per i bambini e ragazzi dai 6 ai 18 anni, mentre è free per i minori di 6 anni.

Ulteriori informazioni su gratuità ed orari d’ingresso, direttamente a questa pagina del sito: www.lejardinsecretmarrakech.com/en/visiting

Il giardino ha aperto al pubblico da soli 3 anni ed è già tra le cose da visitare a Marrakech, tra quelle imperdibili dico.

La cosa mi fa molto piacere, specie perchè gli autori del tutto sono due italiani: l’imprenditore Lauro Milan ed il suo socio Sante Giovanni Albonetti, aiutati dal paesaggista inglese Tom Stuart-Smith.

L’impresa non è stata semplice. La struttura, originaria del XVI secolo, è stata più volte distrutta e ricostruita, fino ad arrivare al XX secolo, dove venne suddivisa fra ben 130 eredi. Mettere insieme tutti i pezzi è stato un lavoro duro e lungo, ma alla fine ci sono riusciti.

L’idea iniziale dei due imprenditori italiani, era quella di costruire un albergo. Visto però il complesso canale di irrigazione presente (la cui acqua arriva direttamente dall’Atlante), si pensò come utilizzarlo al meglio…e l’idea cambiò con l’inizio della progettazione dei giardini.

Sono stati impiegati i migliori materiali ed i migliori artigiani della città ed il risultato è a dir poco strepitoso.

I giardini si dividono in due parti, come due sono i riad a cui fanno capo.

E’ presente un hammam privato, un bookshop ed una caffetteria con vista. La torre, anch’essa opera dell’ultimo restauro, ha un costo d’accesso a parte (30 dhs, ridotto 20 dhs) ed offre una veduta a 360° su tutta la città, compreso il palazzo reale (io non lo sapevo, ma ce n’è uno anche a Marrakech).

Tornando ai nostri giardini, il primo in cui si entra è il giardino esotico, con piante provenienti da tutto il mondo. Incarna l’idea di come veniva concepita Marrakech stessa, la città giardino, un’oasi nel deserto.

Il giardino islamico invece probabilmente ricalca il pre-esistente modello settecentesco. Diviso in 4 parti per facilitarne l’irrigazione, è concepito come luogo di pace e tranquillità, dove la pigrizia prende il sopravvento sul corpo e la contemplazione sull’anima. Il giardino secondo il Corano è sinonimo di Paradiso. Le precise forme geometriche sono le metafora di come l’uomo riesca a mettere ordine al caos della natura.

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Il giardino islamico visto dalla terrazza del café

Nel Jardin Secret, così come in tutti i giardini islamici, l’acqua è un elemento fondamentale. Rappresenta la purezza e serve al credente per la sua purificazione spirituale prima della preghiera.

Qui al Jardin, già nei tempi antichi, era presente una propria riserva d’acqua, destinata solo agli hammam, alle moschee o ai palazzi dei più ricchi. Quindi anche da ciò si capisce l’importanza che nei secoli ha avuto ciò che oggi chiamiamo ‘Le Jardin Secret’.

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Ecco come spiegano sul sito la presenza di tale riserva (tradotto con google):

Nella seconda metà dell’XI secolo una tradizione idraulica millenaria e la vicinanza delle montagne dell’Atlante condussero gli Almoravidi alla costruzione della prima khettara della città. La khettara è un tunnel di drenaggio sotterraneo che intercetta l’acqua della falda acquifera e poi la distribuisce nelle moschee, negli hammam e nelle fontane della città. Raggiunse anche alcune delle grandi case, inclusa quella di Le Jardin Secret, che aveva, quindi, la propria riserva d’acqua, un raro privilegio e un ulteriore segno di ricchezza. Possiamo ancora vedere le vestigia visibili del sistema idrico originale del riad, costituito da tubi, serbatoi e canali sapientemente collegati tra loro.

Oltre a passeggiare per i giardini, godere della pace e gustarvi un’ottimo tè alla menta, non tralasciate di osservare le fotografie che raccontano il passato del Jardin Secret e tutti i lavori effettuati per renderlo quella ‘rosa nel palmeto’ che vediamo oggi.

Spero di avervi trasmesso un po’ di quell’eleganza e bellezza presenti e di avervi convinto che tra le cose da visitare a Marrakech, Le Jardin Secret non può mancare!

Link utili:

https://www.lejardinsecretmarrakech.com/en/

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