Birra trappista in Belgio: quale e dove

Quali sono le birre trappiste belghe?

E, ancor prima, sapete cosa significa il termine trappista?
Le birre trappiste sono prodotte dai monaci cistercensi riformati o della stretta osservanza, la cui congregazione monastica fu riorganizzata nel 1664 dall’abate A. Bouthillier de Rancé, che le diede il titolo di «congregazione de La Trappe».

Sono 176 i monasteri trappisti nel mondo, ma solo poco più di una decina producono birra all’interno delle loro abbazie.

Il Belgio ne ospita ben 6, sparsi principalmente fra il sud, l’ovest ed il nord del Paese e sono i seguenti:

  •  Orval
  • Chimay
  • Rochefort
  • Achel
  • Westmalle
  • Westvleteren

Io pensavo facesse parte della lista anche il birrificio La Trappe (ho preso il bicchiere per la birra, bellissimo!!), ma ho scoperto che la sua sede è in Olanda, a circa un’ora da Anversa.

Durante il nostro ultimo viaggio in Belgio ci siamo dedicati non solo alla visita di borghi e città, ma anche alla scoperta delle birre belga, che sono fra le più buone al mondo, con una lunghissima tradizione.

A parte l’aver pasteggiato con bene o male tutti i marchi, abbiamo soggiornato presso l’Auberge della marca Chimay e visitato l’Abbazia di Orval.

Mi ero informata anche sull’Abbazia di Rochefort e sulla sua brasserie, ma purtroppo risultava chiusa nei giorni del nostro passaggio.

Birra trappista belga e visita all’Abbazia di Orval

Visitare un birrificio trappista non è semplice perchè sono aperti solo in date prestabilite e le visite sono a numero chiuso.

La tradizione belga relativa alla produzione della birra è molto radicata, quindi queste poche giornate vanno a ruba!

Io mi sono accontentata della visita alle rovine dell’antica Abbazia di Orval, nei pressi della quale sorge quella nuova, al cui interno si produce la sua ottima birra. Annesso anche il negozio, dove acquistare il prodotto che, a differenza di altri, non abbiamo trovato nei supermercati, ma solo nei negozi specializzati nella vendita di birre trappiste e d’abbazia.

Il negozio della Orval si trova poco prima dell’ingresso al cortile ed alle rovine dell’antica abbazia.

Il costo per la visita in autonomia è di € 7,00 per adulto. Riduzioni e gratuità sono previste per seniors e ragazzi.

Orval è un luogo particolare e pressochè unico in quanto convivono insieme due complessi monastici: uno più recente, abitato ed in funzione, ed il secondo ovvero ciò che rimane dell’antica abbazia, l’unica parte accessibile ai visitatori.

Le rovine dell’Abbazia lasciano ancora trasparire ciò che un tempo era questo splendido edificio. Ben visibile il chiostro con il suo cortile interno, il bellissimo rosone, sotto il quale si aprono tre grandi ed eleganti vani, la navata centrale che, per quanto quasi rasa al suolo, suggerisce l’imponenza delle colonne che reggevano il tetto.

In mezzo a ciò che un tempo fu il coro, si trova la tomba di Venceslao, primo Duca del Lussemburgo, mentre in un angolo alla fine della navata centrale, fu sepolto Bernard de Montgaillard, il più celebre abate di Orval. Non è rimasto quasi nulla della tomba, a parte un frammento del suo epitaffio sulla colonna accanto.

Un pezzo di storia che mi era celata racconta che proprio qui ad Orval venne in visita Matilde di Canossa in occasione di una partita di caccia. La cosa mi ha un po’ toccato, essendo io emiliana e non troppo lontana dal luogo in cui sorgeva il suo castello.

C’è una leggenda legata alla sua figura: seduta sui bordi dell’antica sorgente ancora presente, le cadde in acqua il suo anello. Per quanto lo cercò, non riuscì a trovarlo. Dopo un’intensa preghiera nel vicino oratorio, tornata alla sorgente, apparve un pesce con il suo anello in bocca. Per questa ragione la sorgente è chiamata ‘Fontana di Matilde’.

La visita in autonomia può durare dai 30 minuti all’ora, a seconda di quanto vi soffermerete ad ammirare e studiare questo luogo storico.

Il parcheggio esterno è gratuito e abbastanza esteso, anche se sulla strada. Il luogo di produzione di questa ottima birra trappista lo vedrete arrivando dall’unica via percorribile ma, come detto in precedenza, al momento non è aperto al pubblico.

Per rimanere aggiornati sulle date di apertura, costi ed orari delle visite guidate, dovete collegarvi al loro sito: Orval.be

E’ possibile anche soggiornare, sia in camere con bagno che senza, anche in pensione completa.

Chi economicamente è impossibilitato, troverà comunque persone pronte ad accoglierlo.

Troverete tutto nel sito.

Stessa cosa vale per il birrificio Chimay. Loro hanno un vero e proprio albergo, sopra il ristorante/birreria. Anche in questo caso è possibile visitare esternamente l’abbazia, immersa in uno splendido giardino con alberi secolari, ma la birreria, intesa come luogo di produzione, non è accessibile.

E’ possibile invece soggiornare nell’abbazia, rispettando il silenzio ed i ritmi della vita monacale.

Il negozio Chimay, oltre a vendere le loro birre, bicchieri Chimay ed altri gadget, offre anche i loro formaggi, che troverete anche in alcuni piatti della loro brasserie. Noi ci siamo trovati davvero bene, sia all’hotel che al ristorante.

Vi lascio i link della birreria: chimay.com/it

e dell’abbazia, per un soggiorno di preghiera e riposo: www.scourmont.be

 

 

 

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