Peloponneso, Grecia: dalle splendide spiagge di Elafonisos a Kalamata

Il Peloponneso, questa strana penisola a sud della Grecia, ospita alcuni tra i luoghi più belli di tutto il Paese, così come il mare più incredibile.

Scopriamo dove si trova l’isola di Elafonisos in Laconia, detta anche Elafonissos ed, in italiano Isola di Cervi, il paese arroccato di Monemvasia, e Mystra, la città Morta.

itinerario di viaggio in Peloponneso, da Elafonisos a Kalamata

Lasciamo Pyrgos Dirou verso le 9 di mattina, nella speranza di arrivare all’imbarco dell’isola per mezzogiorno.
Sono solo 136 km, ma nel sud del Peloponneso ricordo che non esistono autostrade ma solo strade ad un’unica corsia. Anche ad agosto non abbiamo mai incontrato traffico.

Come solito il viaggio è molto piacevole (a parte in certi tratti di montagna, dove manca il guard-rail…). Intorno a noi panorami suggestivi e romantiche chiesette con vista sul mare.
In circa 2,5 ore siamo al piccolo porto.

come arrivare ad Elafonisos, dove imbarcarsi dal Peloponneso

Il traghetto per Elafonisos si prende a Vikglafia, un piccolo paese di fianco a Pounta (buona la segnaletica stradale). I biglietti si fanno in loco e non c’è bisogno di prenotare.

I traghetti partono più o meno ogni 30 min. ed il costo è  € 1,00 per persona ed € 10,50 per l’auto (solo andata).
La traversata dura appena 10 minuti ed il mare ha colori indescrivibili…assomigliano tanto a quelli della Maddalena.

 L’isola misura circa 20 kmq e fino ad una decina di anni fa era un vero e proprio eden. Poi è stata scoperta dal turismo di massa e si è iniziato a costruire in modo un po’ disordinato. Vi è un unico paese, a fianco del porto, provvisto un po’ di tutto, ma i prezzi sono elevati.

Elafonisos dove dormire

Consiglio di contattare direttamente le strutture che trovate sul seguente sito: http://elafonisos.net/
Non preoccupatevi se non vi rispondono in breve tempo. Fino a marzo/aprile l’isola è sonnacchiosa e la maggior parte dei gestori degli studios e hotel non sono ancora in loco.
Ci sono anche strutture italiane come Sogno Greco ed Il Vecchio Frantoio. Sono appartamenti. Non porto opinioni dirette se non nel fatto che rispondono subito alle e-mail.
In alternativa, cito i principali siti di prenotazione on-line:
Booking.com
HRS.com
Hotels.com IT
www.elafonissos.gr/it è invece un sito sull’isola, con notizie di vario genere.

L’Hotel Coralli, da noi scelto in quanto si trova sul lungomare, l’abbiamo prenotato contattando direttamente la struttura. E’ stato un po’ problematico in quanto solo la proprietaria parla inglese e spesso era assente, ma alla fine ce l’abbiamo fatta! Per 4 notti in studio da 3 persone (senza colazione) abbiamo speso € 220,00 complessivi. Non male per lo standard dell’isola. Mediamente i prezzi in alta stagione si aggirano dai 65 agli 85 € a notte.
La nostra stanza, provvista di un piccolo balcone sul quale facevamo colazione, non dava sul mare, ma in compenso vi è una terrazza comune che offre una splendida vista sui tramonti dell’isola.

 L’hotel si trova in zona centrale ma tranquilla. La macchina l’abbiamo sempre parcheggiata di fronte al suo ingresso.
Dalle ore 20 non è più possibile circolare in paese con le auto fino a tarda ora, così si può passeggiare in tutta tranquillità e godersi l’atmosfera magica ma un po’ più turistica dell’isola.

Elafonisos, le sue spiagge

Le principali sono 2: Simos e Panaghia.
La prima è la più grande e si divide in due parti. Una è rivolta a sud-est ed è più corta (splendidi i colori dal mezzogiorno in poi), mentre l’altra, più lunga, volge ad ovest.

La spiaggia è di sabbia fine e dorata ed il mare digrada dolcemente. E’ in parte attrezzata con sdrai ed ombrelloni ed in parte libera. Il costo per 2/3 sdrai + ombrellone è di € 8,00 al giorno. Come vi avevo anticipato, qui è tutto più caro. Simos è molto larga e c’è spazio per tutti, anche ad agosto.

Il promontorio che divide le due spiagge è pieno di gigli selvatici e permette a chi lo sale di godere di una vista superba su tutte e due le spiagge.

Altro consiglio che vi do è quello di pranzare al ristorante che troverete alle spalle della spiaggia. Oltre ad avere prezzi molto buoni, si mangia divinamente. Io ancora sogno le sue fantastiche melanzane al forno…

Il personale parla anche italiano ed è molto disponibile.
Un ulteriore nota positiva relativamente alla spiaggia è che ci sono pochissime vespe…un elemento a mio avviso molto disturbante.
Vi capiterà di veder ormeggiate barche, in quanto ripeto, il mare è davvero strepitoso, ma si spera sempre che venga rispettato il limite consentito dalle leggi per l’ancoraggio. In Italia a motore spento, puoi arrivare fino a 50 mt dalla riva, mentre salgono a 200 i mt da rispettare con motore acceso.
Sono presenti due parcheggi. Noi abbiamo sempre parcheggiato in quello a fianco del ristorante. Mai avuto problemi a trovar posto.

La spiaggia di Panaghia invece, si trova dall’altra parte dell’isola rispetto a Simos e, a detta di molti è meno bella.

Io, se non fosse stato per le vespe (qui invece mooolto presenti), vi sarei andata più spesso perchè c’è meno gente ed il mare è altrettanto bello…forse solo un po’ più fresco.

La spiaggia si sviluppa in lunghezza mentre è meno larga di Simos. E’ possibile affittare ombrelloni e lettini, ma noi non l’abbiamo fatto…troppe vespe…

Il parcheggio è comodissimo ed anche ad agosto si trova tranquillamente posto.

Oltre alle due spiagge principali ci sono altri scorci suggestivi, con piccolissime calette o scogli.

Io mi sono innamorata di una piccola spiaggia lungo la strada che porta a Simos.
E’ poco profonda e lunga una manciata di metri, ma il colore del mare qui è strepitoso!
La sabbia è bianca ed il fondale è digradante. Sono presenti rocce ad alghe che permettono un ottimo snorkeling. Ho visto diversi banchi di pesci e con Matteo ci siamo divertiti a seguirli.

Unico difetto: le vespe.
Ma non è stato un grosso problema….il mare è talmente bello ed invitante che siamo rimasti a mollo per ore.
Inoltre, tenete presente che, mentre Simos è esposta ai venti, questa piccola baia è ben riparata. Tenetene conto se doveste imbattervi in una giornata ventosa (PS noi ad agosto non abbiamo mai incontrato il Meltemi…roba da non credere…).

Elafonisos dove mangiare

Per quanto riguarda il cibo, se volete uscire a cena non avrete che l’imbarazzo della scelta. Io però vi consiglio di stare attenti perchè la maggior parte dei ristoranti di pesce sono nati per la grande richiesta di noi italiani, tra i più assidui frequentatori dell’isola, ma spesso non si mangia molto bene ed il conto è salato. Noi, su suggerimento di chi vi era già stato, abbiamo optato per ristoranti come quello a Simos oppure un altro ristorante economico che troverete all’inizio del paese (venendo da Simos) e che fa ottimi spiedini di carne ad altrettanto ottimi prezzi…magari è solo un po’ spartano…ma almeno sanno fare il loro mestiere!

Ad Elafonisos abbiamo passato 4 giorni pieni. L’isola è piccola e sono sufficienti per vederla bene, ma con il senno di poi non avrei disdegnato un giorno in più.

come arrivare ad Elafonisos

Purtroppo il volo Ryanair che collega l’Italia a Kalamata non esiste più.
Altre compagnie raggiungono la località, ma tutte almeno con uno scalo. Air Berlin e Transavia fra queste.
L’alternativa più economica e veloce mi pare quella di volare su Atene con Ryanair e poi noleggiare un’auto. Raggiungerete il porto di Vikglafia in 4 ore e mezza.
In traghetto potete arrivare a Patrasso, poi avrete 5 ore e mezza di auto.

Monemvasia cosa vedere

Ritornati sulla terraferma, ci dirigiamo verso Monemvasia, un altro paese-gioiello del Peloponneso. Da Vikglafia ci si arriva con un’ora d’auto.
Il nome deriva dal fatto che vi è una sola porta d’ingresso al paese (dal greco moni emvassis).
Si tratta di un paese medievale, protetto ancora da mura di cinta. Si trova su un’isola, costituita da uno sperone roccioso alto 300 mt, collegata da un istmo alla terraferma.
Dal paese di Gefira, dove noi alloggiavamo (Klelia Hotel – € 65,00 a notte – consigliato), Monemvasia può essere raggiunto anche a piedi, ma mettete in conto almeno 40 minuti di cammino.

In genere (ed io ve lo consiglio per via delle temperature elevate) si parcheggia la macchina lungo la strada che conduce al paese. Si trova posto facilmente.
Ulteriore alternativa è la navetta, che si può prendere all’inizio del ponte/istmo e porta fin all’ingresso del borgo medievale. Non conosco il costo, in quanto noi non l’abbiamo utilizzata.
Monemvasia è davvero suggestivo. Dovete assolutamente perdervi lungo le sue stradine di ciottoli e fermarvi ad ammirare il panorama da lassù, verso il mare e verso la Grecia. Sembra davvero che il tempo si sia fermato.

D’obbligo la sosta nella Piazza Maggiore o Platia Dzamiou, fatta a terrazza, dove è posto un cannone settecentesco e dove si affacciano Hristos Elkemenos (chiesa) e il Paleo Dzami (in principio chiesa, poi prigione, oggi caffè).
La salita alla Cittadella o Akropoli è faticosa e non la consiglio sotto il sole greco. E’ comunque ottima la veduta sulla città bassa dall’inizio del sentiero.

Potete anche pernottare in uno dei tanti hotel all’interno del Kastro, ma mettete in conto cifre salate. Però, soprattutto se siete in coppia, l’atmosfera è estremamente romantica.

Tanti sono anche i ristoranti presenti, ma noi, su consiglio del titolare del nostro hotel (una persona squisita), siamo andati al ristorante Scorpios, a Gefira. Si trova sul lungomare, con una splendida vista su Monemvasia.Abbiamo gustato ottimi piatti di pesce e speso davvero poco: € 28,00 in 3. Ve lo stra-consiglio!

Nei 2 giorni passati in questa zona abbiamo trovato ventoso, ma caldissimo: 36°C anche di sera! Fate attenzione ai colpi di calore…di giorno il sole è molto forte.

Le spiagge in questa zona non sono un granchè. Noi abbiamo optato per Abelakia, verso sud, ma non ve la consiglio. E’ piccola, sporca e piena di vespe, anche perchè i gestori del bar adiacente, non puliscono i tavolini degli ombrelloni.

Le uniche note positive sono la bella vista su Monemvasia ed il mare caldo e pulito.
Quindi siamo letteralmente scappati dopo un bagno refrigerante e ci siamo posizionati nella spiaggia di sassi a 500 mt dall’hotel.
E’ attrezzata e abbiamo pagato solo la consumazione. Il mare come solito non ci ha delusi, anche se la spiaggia la trovo poco adatta a famiglie con bambini piccoli, non solo per la presenza di ciottoli, ma anche per via del digradare velocemente del mare. Consiglio l’uso di scarpette.

Mistra o Mystras, la città morta – Cosa vedere

Ultima tappa del nostro viaggio, ma non ultima per importanza è la visita alla città bizantina di Mistra (dicesi anche Mystras o Mistras).

Da Monemvasia il viaggio dura poco più di un’ora e mezza.

Dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità (1989) è un sito di grandiosa bellezza, adagiato su un fianco del Monte Taigeto. Detta anche Mistra la Morta, per via del fatto che è stata per lungo tempo abbandonat, o la Firenze d’Oriente, tramite i suoi palazzi e case diroccate, ci trasmette la grandezza del suo passato.
 La sua origine risale all’inizio del XIII sec d.C., ma la sua celebre fortezza, voluta da Guillaume di Villehardouin, fu costruita solo a partire dalla metà del 1200.
Sede del Governatore bizantino della Provincia, divenne successivamente la capitale del Despotato di Morea, quindi riservata ai figli cadetti o fratelli degli Imperatori. Furono proprio loro che fecero di Mistra il centro del Rinascimento ellenico, con la costruzione di chiese a 5 cupole, con pianta cruciforme e campanili separati, portici ad arcate ed affreschi al posto dei mosaici.

L’arte del bello venne introdotta anche da Manuele Crisolora, detto il ‘Saggio di Bisanzio’, il quale insegnò anche a Firenze.
La nostra visita parte dalla città bassa (costo € 5,00 ad adulto, bimbo gratis, ma non so fino a quale età), dove le mura trecentesche proteggevano, ricche case, negozi di mercanti, chiese e monasteri. La temperatura era elevata, ma purtroppo non potevamo fare diversamente.
La maggior parte degli edifici sono in ottimo stato di conservazione ed anche molti degli affreschi che abbiamo avuto la fortuna di vedere.

La vista sulla vallata è superba, ma lo sarà maggiormente dal Kastro, al quale si può arrivare sia a piedi (ma è una fatica infinita) sia in macchina (è comunque inclusa nei 5 € d’ingresso).
Risalente al XIII sec. fu il luogo in cui G. da Villehardouin e la moglie crearono una corte sfarzosa che richiamava cavalieri dalla Francia e dal Belgio.

La visita porterebbe via diverse ore. Noi visto il caldo e la presenza di Matteo, l’abbiamo accelerata, ed  è comunque stata soddisfacente per le nostre esigenze.
Il percorso stradale che collega Mistra a Kalamata è buono, ma passa attraverso le montagne. Ricordo la mancanza quasi totale del guard rail, oltre al fatto di poca protezione alle montagne stesse, che in più punti erano franate.
L’ultima notte l’abbiamo passata all’hotel Villa Teo (prenotato tramite booking.com), pulito, con stanze grandi, ma molto spartano…in fondo abbiamo speso 55,00 € (solo pernottamento)….mi sembra  più che onesto. Da non sottovalutare la ripida salita da fare per raggiungerlo…
La spiaggia di ciottoli si trova a 200 mt. Siamo fuori da Kalamata, in un piccolo paese che si chiama Mikri Mantineia.Non ho molto da dire al riguardo.

Siamo agli sgoccioli della nostra splendida vacanza e si è alzato un vento forte, che in 5 minuti ha increspato il mare rendendone molto difficile l’accesso.
Sembra quasi volerci salutare e ricordarci con la sua forza che, in fin dei conti, siamo in Grecia, la Magna Grecia, culla di una delle civiltà più importanti del Mondo antico, madre di una lingua da cui derivano molte nostre parole di uso quotidiano.

Arrivederci Grecia, ci hai regalato tanti splendidi tramonti, tanti colori accecanti, tanto sole e mare, tanta storia e tradizione…e tante emozioni…….non posso che consigliare a tutti il nostro meraviglioso viaggio.

Informazioni utili e link d’interesse:

Per informazioni su Monemvasia, potete consultare questo sito, anche in inglese: www.monemvasia.gr.
Per informazioni su Mistra invece mi sembra valido questo sito: www.greciaitinerari.it/Vacanze/Lakonia/Mistras
Per informazioni generali sulla Laconia: www.lakonia.gr

Itinerario di viaggio:
Kalamata – Elafonisos – Monemvasia – Mystras

10 Comments

  1. Claudina ha detto:

    Bellissimo Laura, questi sono i veri itinerari al di fuori dei "sentieri battuti"! 🙂

  2. Laura ha detto:

    Sì Claudia, la Grecia che ho conosciuto in questo viaggio non ha nulla a che vedere che le Cicladi che ci propinano i maggiori t.o. Sono comunque dell'idea che la Grecia sia tutta bella….questa è solo più autentica….

  3. Alberto Gregori ha detto:

    ottimo Laura, non vedo l'ora di tuffarmi a Elafonisos

  4. Laura ha detto:

    fanne uno anche per me…quando andrai?

  5. Alberto Gregori ha detto:

    stavo rileggendo….partenza 10 luglio

  6. Laura ha detto:

    Grande Alberto! Vedrai che ti piacerà moltissimo…noi il 3 partiamo per Paxi…isole ionie…

  7. Alberto Gregori ha detto:

    Con la Grecia ho un feeling particolare…questa è la 5-6 (boh) volta. Paxi mi manca, sarò curioso di leggere il tuo reportage

  8. Anonimo ha detto:

    Cara Laura complimenti per come scrivi bene.
    stavamo pensando ad una vacanza nel peloponneso una settimana ad elafonissos ed un' altra a girovagare. ho letto un breve cenno sulla spiaggia di kalogria credi valga la pena di fermarsi un paio di giorni a stoupa. per caso siete passati da Kyparissi
    buona giornata
    Marco

  9. Laura ha detto:

    Ciao Marco,
    la spiaggia di Kalogria è molto bella ed il mare fantastico. Purtroppo è molto frequentata, il chè rovina un po' la scenografia. 2 giorni però sono giusti per visitare la zona. Noi non ci siamo fermati nè a Stoupa nè a Kiparissi, mi spiace…ciao!!

  10. Unknown ha detto:

    complimenti…. un bel reportage.

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