Lanzarote cosa vedere in 7 giorni
Cosa fare a Lanzarote in una settimana?
Da lungo tempo sognavo di visitare quest’isola straordinaria, detta ‘la isla diferente’ proprio per la particolarità dei suoi paesaggi, dei colori e dei contrasti.
Una terra governata dai 4 elementi, dove la mano dell’uomo non ha scelta: deve per forza arrivare a patti con la natura, rendendo Lanzarote un vero paradiso in terra, dove l’armonia regna sovrana.
E così, a parte in pochi luoghi sulla costa, vedrete il suo brullo entroterra punteggiato da piccoli agglomerati candidi, bassi e ben integrati nel territorio. Vedrete distese laviche ancora indomate, vulcani spenti dai mille colori e spiagge che vi lasceranno senza parole per il loro candore.
Lanzarote è un’isola che stupisce, che strega, che ti spinge a tornare e ritornare più volte, perchè non sarà mai abbastanza.
Già, come avrete capito, me ne sono completamente innamorata e, se arriverete a fine articolo, ne capirete il perchè 🙂
Per un assaggio preventivo dell’isola è valida la guida Lonely Planet Pocket.
Qual è il periodo migliore per visitare Lanzarote?
Questa è la prima domanda che in genere ci si pone quando si programma un viaggio a Lanzarote. Poste in mezzo all’oceano, anche se la temperatura è mite tutto l’anno, le Canarie sono spesso soggette a forti venti e tempeste oceaniche più o meno intense.
La costante, per ora (visto i cambiamenti in atto a livello meteorologico), è il calo degli alisei tra settembre ed ottobre. Viene da sè che questo sia il momento migliore per visitare Lanzarote. Il mare è più caldo, in quanto risente delle temperature estive, il turismo cala ed il tempo è più stabile.
Quanti giorni servono per vedere Lanzarote?
Per visitare tutti i suoi luoghi più famosi senza correre, servono almeno 6 giorni pieni.
Nel nostro caso, togliendo la sera dell’arrivo in cui non abbiamo potuto vedere nulla, causa un ritardo del volo, con 6 giorni a disposizione abbiamo visitato tutto quello che avevo preventivato, con l’aggiunta di qualche ulteriore esperienza.
L’isola non è grande, ma offre tantissimo, e tutta questa bellezza merita di essere goduta con i giusti tempi, oltre che vista tanto per dire ‘ci sono stato’.
C’è chi l’ha visitata in soli 3 giorni pieni, ma personalmente non lo farei. Poi, ovviamente, ognuno di noi deve fare i conti con il tempo a disposizione. Diciamo che in 3 giorni si vedono tutti i principali spot, escludendo sicuramente alcune visite ad attrazioni, ed alcune esperienze.
Sono scelte.
Come spostarsi a Lanzarote senza macchina?
Tutto ciò che vi ho appena detto, vale solo se noleggerete un’auto, che vi permetterà di ottimizzare al meglio il tempo a disposizione. Il meteo è una variabile importante, che potrebbe indurvi a cambiare i vostri piani repentinamente.
Essere liberi nel trasporto è una grande risorsa. Detto ciò, per chi vuole visitare Lanzarote ‘con lentezza‘, o per chi preferisce i mezzi pubblici o le gite organizzate, soggiornare a Puerto del Carmen o Arrecife, permette di vivere l’isola senza auto.
Dalle città partono sia diversi bus pubblici, che gite organizzate per tutte le principali attrazioni di Lanzarote.
Leggi i miei consigli su dove dormire a Lanzarote: Dove alloggiare su la ‘ISLA DIFERENTE’
Cosa vedere a Lanzarote in 7 giorni
L’articolo riporta diversi link affiliati, relativi a tour, visite guidate ed escursioni. In tutti i casi è permessa la cancellazione gratuita.
Per correttezza, vi segnalo che i biglietti per le singole attrazioni si possono acquistare qui: CACT LANZAROTE. I costi sono inferiori, ma non c’è la cancellazione gratuita.
Entriamo ora nel fulcro dell’articolo e scopriamo tutte le principali meraviglie di quest’isola.
Andrò in ordine di visita, per non dimenticare nulla.
Precisazione: anche se noi abbiamo visto tutto in 6 giorni, il 7° lo si può ricavare dal maggior tempo che potreste avere a disposizione godendovi di più le spiagge, cosa che noi, a causa anche del maltempo, non abbiamo potuto fare.
Teguise, l’antica capitale
Quali paesi visitare a Lanzarote? Se c’è un borgo che merita di essere incluso tra cosa visitare a Lanzarote, è questo.
Ci siamo arrivati in una calma mattinata di fine marzo, per farvi colazione. L’abbiamo trovata subito molto graziosa, ma tutte le attività erano chiuse, a parte qualche bar.
Penso che le sere d’estate, ma anche solo da maggio ad ottobre, sia davvero piacevole venire qui per una passeggiata serale ed una cena, magari a Palacio Ico, l’hotel storico più bello e famoso di Lanzarote.
Il suo ristorante è molto rinomato, perfetto per una serata romantica.
Teguise fu fondata nel XIV secolo e rimase capitale di Lanzarote fino al 1852 quando, dopo una breve guerra con Arrecife, le cedette il titolo.
I monumenti ed i musei da vedere sono:
- Plaza de la Constitución (cuore del borgo)
- Iglesia de Nuestra Señora de Guadalupe (ingresso a pagamento)
- Palacio Spínola
- Castillo de Santa Bárbara su un vulcano (vista super)
- Museo della pirateria
- Mercato della domenica (oltre 300 bancarelle). Anche se ormai turistico, un salto vale la pena farlo
Ciudad Estratificada Los Roferos
Una volta lasciata Teguise, ci siamo diretti verso la zona sud est, per vedere le principali attrazioni dell’isola. Senza nemmeno saperlo, ci siamo imbattuti in questo sito, veramente particolare.
Informandomi successivamente, mi sono resa conto che è una dei luoghi da includere tra le cose da vedere a Lanzarote.
Di cosa stiamo parlando: sono formazioni rocciose createsi a seguito di diverse eruzioni vulcaniche avvenute dai 200 ai 300 anni fa, quindi abbastanza recenti. Suppongo che siano accumuli di cenere, poi modellati dal vento.
L’area è molto particolare, il parcheggio è gratuito ed il sito visibile dalla strada.
Purtroppo, l’idiozia umana non manca di farsi vedere ed alcuni pinnacoli sono stati rovinati da scritte scavate nella pietra. Cerchiamo di arginare questi fenomeni, visto che il mondo appartiene a tutti.
Cueva de los Verdes
E’ sicuramente fra le prime cose da fare a Lanzarote, magari approfittando di una mattinata non troppo bella, visto che si tratta di un tunnel sotterraneo.
Approfondendo, la Cueva de los Verdes è un tunnel vulcanico scavato dalla lava eruttata dal vulcano Corona, ed è uno dei più lunghi al mondo.
E’ possibile visitarlo solo tramite visita guidata, generalmente in inglese/spagnolo. L’escursione dura 45 minuti e porta all’interno di queste meravigliose cavità naturali, illuminate artificialmente in modo da far risaltare i diversi colori della roccia.
L’autore del tutto fu, negli anni ’60, Jesús Soto, artista e collaboratore di César Manrique, che creò un percorso in cui arte e natura si fondono in maniera quasi del tutto naturale.
Vi troverete a camminare in tunnel stretti e bassi, così come in alcuni altissimi. All’interno vi è anche una grande caverna ove, in date prestabilite, si svolgono bellissimo concerti, grazie all’acustica eccezionale del luogo.
L’esperienza è molto bella e sicuramente da fare. Il finale a sorpresa poi, vi troverà molto probabilmente impreparati e piacevolmente divertiti 😉
Jameos del Agua
A breve distanza dalla Cueva, si trova questo luogo molto particolare. L’ingresso è abbastanza costoso, ma se sarà la vostra prima volta a Lanzarote, secondo me dovete vederlo.
Lo Jameos del Agua è un luogo naturale ed artistico, in quanto ‘trasformato’ dall’architetto, nonchè scultore e pittore, César Manrique. E’ un tunnel vulcanico (che si collega alla Cueva del los Verdes per poi finire nell’oceano), che in più punti diventa una grotta con il soffitto aperto.
Al suo interno, uno scenografico ristorante con vista sul lago sotterraneo, dove vivono i rarissimi granchi albini. Il percorso affianca il ristorante, scende verso il lago, lo lambisce fino ad arrivare dall’altro lato, dove si trova un caffè.
Risalendo in superficie, entrerete in un curatissimo giardino con una meravigliosa piscina turchese, che contrasta con il bianco delle sue pareti. Salendo le scale, dalla terrazza panoramica avrete una visione d’insieme, oltre che una vista stratosferica sull’oceano.
Di per sè la visita non vi porterà via molto tempo, ma potreste approfittarne per pranzare o gustarvi un caffè in un luogo unico.
Il ristorante va prenotato per tempo, specie se volete sedervi nei posti migliori.
oppure
Jardín de Cactus
Di questo luogo avevo sentito parlare decine di volte. Appena si digita ‘cosa vedere Lanzarote‘ o ‘cosa visitare Lanzarote‘, questo giardino è fra i primi 3 must see.
Il perchè è ovvio. Il cactus è l’emblema dell’isola, assieme ai suoi tanti vulcani spenti. Li vedrete a decorare aiuole, nei balconi, sui muretti, sul lungomare.
Dove noi mettiamo rose, primule o viole, loro mettono cactus. E sono bellissimi, specie quelli tondi, pancioni e cicciosi.
Due parole sul giardino: non è grande, si visita tranquillamente in 1h. Si sviluppa anche su terrazze, che sono parzialmente percorribili. E’ presente un caffè con vista, un antico mulino, dal quale lo sguardo spazia fino alla costa, ed un negozio di souvenir.
Come nasce il Jardín de Cactus? Situato a Guatiza (Teguise), è l’ultima grande opera di César Manrique sull’isola.
Ospita circa 4.500 cactus di 500 specie provenienti da tutto il mondo ed è stato realizzato recuperando un’antica discarica in una zona agricola.
Dopo vent’anni di lavoro, Manrique ha creato uno spazio in cui architettura, scultura e natura si fondono armoniosamente, utilizzando pietra vulcanica e elementi basaltici. Il giardino colpisce per la varietà e l’esotismo dei cactus, creando un paesaggio suggestivo e ricco di colori.
Riconosciuto a livello internazionale, è uno dei giardini di cactus più importanti al mondo e rappresenta perfettamente l’idea di “arte totale” dell’artista.
Dove abbiamo mangiato a pranzo: Arrieta, restaurante La Nasa, vista mare. Ottima paella ed ottima Malvasia semi-dolce.
Dove abbiamo mangiato a cena: El Golfo, restaurante El Pescador. Pescato del giorno.
Montañas del Fuego – Parco Nazionale di Timanfaya
La principale attrazione di Lanzarote prende il nome dal vulcano che, dal 1720 al 1824, eruttò copiosamente ben 3 volte, cancellando interi villaggi e modificando permanentemente il paesaggio.
Il modo migliore e più completo per visitare il parco, è tramite il bus. Con un giro panoramico di circa 40 minuti, ci si immerge in uno scenario che spesso pare extra terrestre, dai colori intensi e variegati, con panorami che spaziano sui tanti vulcani spenti.
Il giro è ad anello e, se qualcuno soffrisse di vertigini, meglio sedersi nel posto interno del bus.
Il mezzo fa diverse soste, ma non è consentito scendere. I vetri però sono molto puliti e sarà comunque possibile scattare foto nitide e fare video.
Gli autobus sono parcheggiati all’ingresso, sono arancioni e ben riconoscibili. Ne troverete sempre uno pronto a partire.
Al termine del tour panoramico, si può assistere a 3 esperienze interessanti, che ci trasmettono la consapevolezza di quanto il sottosuolo sia in realtà ancora attivo:
- l’autocombustione di arbusti
- il geyser ‘provocato’
- l’utilizzo del calore geotermico per la cottura della carne
In loco infatti si può pranzare al ristorante ‘El Diablo’ e se assaggerete un piatto di carne, saprete che sarà stato cucinato grazie al calore terrestre.
Oltre al bus, il parco si può visitare parzialmente con visita guidata, prenotata in anticipo, effettuata a piedi in un’area delimitata.
E’ possibile anche effettuare un giro in cammello, carino da fare con i bambini.
Vi lascio di seguito le varie proposte di visita:
- Escursione tra i paesaggi vulcanici di Timanfaya, durata 3h, guida spagnolo ed inglese
- Tour del Parco Nazionale di Timanfaya in autobus, con prelievo in hotel. Durata 6h, giro in cammello facoltativo
- Tour serale con cena vulcano, durata 5h, prelievo disponibile. In tutte le lingue, tranne l’italiano 🙁
Las Grietas ovvero ‘le crepe’
Tra le cose da vedere sull’isola di Lanzarote c’è questo posto molto particolare. E’ ben raggiungibile, con parcheggio comodo a bordo strada, fattibile anche con bambini dai 6/7 anni in su. Si tratta di canyon formatisi su uno dei versanti del vulcano Montaña Blanca.
La visita non occuperà più di 30/40 minuti e vale la pena per la sua unicità. Si tratta di roccia stratificata, probabilmente frutto di più eruzioni, scavata dall’acqua nel corso dei secoli.
Non essendoci cartelli esplicativi e, visto il clima dell’isola, c’è chi dubita che l’acqua sia la causa dell’erosione.
Las Grietas non è visibile dalla strada, ma lo troverete grazie a Google Maps, in corrispondenza degli spiazzi dove lasciare l’auto. Dovrete solo seguire i sentieri già battuti.
I canyon sono diversi, ma i più interessanti e profondi sono solo 2. Potrete vederli sia con un percorso alto, che con uno più basso, che vi permetterà di entrarvici.
C’è sempre parecchia gente e non sarà facile fare una foto senza nessuno.
L’ingresso è completamente gratuito.
Playa Honda
Per il pranzo, ci siamo recati sul mare, in questa località tranquilla, con una bellissima passeggiata. Ci avevano suggerito una trattoria locale, Casa Tere, ma era già completamente piena.
Se la giornata lo avesse permesso, ci saremmo accomodati all’esterno, ma quel giorno il vento era fortissimo e freddo ed i ristoranti che non avevano veranda fissa, non hanno rischiato di apparecchiare fuori.
Così ci siamo accomodati da Emmax, gustando una buona insalata, accompagnandola sempre un una malvasia locale.
Montaña Colorada
Il sentiero circolare attorno a questo meraviglioso vulcano spento, è uno dei più panoramici ed allo stesso tempo semplici da fare.
Si parcheggia comodamente e gratuitamente e si segue un percorso ben segnalato, con tanti cartelli esplicativi ben fatti, anche se solo in lingua inglese, tedesca e spagnola.
Ovviamente il nome deriva dalla particolare colorazione rossiccia della roccia di uno dei versanti del vulcano. La cosa unica però, che potrete vedere, è la ‘bomba vulcanica‘ lanciata durante una delle sue eruzioni.
Proprio per questo motivo, il vulcano viene chiamato ‘stromboliano’. I vulcani di questo tipo sono il risultato di frammenti di lava e roccia proiettati dal cratere nell’aria, in modo radiale. Tali frammenti si solidificano prima di arrivare a terra, come per la bomba vulcanica posta a 100 metri dal vulcano.
Escursione bella da fare anche con bambini, sia per il percorso facile e pianeggiante, sia per le tante informazioni interessanti che vengono date.
Tempo necessario: 1h
Cena in un teleclub
Tra le cose da fare a Lanzarote, c’è sicuramente l’esperienza di cenare in un locale tradizionale come questo. Ormai sono tanti i turisti che li conoscono, sia per i prezzi assolutamente sostenibili, sia per la bontà e la tipicità dei piatti.
Sempre grazie ad un suggerimento, ci siamo recati al teleclub di Mozaga (sull’isola ce ne sono tanti), e ci siamo trovati molto bene. Porzioni abbondanti e prezzi modici.
Come nascono i teleclub?
Nascono come centri sociali di ritrovo per gli abitanti dell’isola e la tv era il comune denominatore. Qui si apprendevano notizie, si condividevano pareri, si partecipava ad eventi.
Ora, rimangono luoghi dove entrare in contatto con gli abitanti dell’isola, dove avvertire l’autenticità e la semplicità di Lanzarote, al di fuori di ciò che spesso il turismo impone.
Cose da vedere a Lanzarote – Cala Famara
Viaggiando verso il nord dell’isola, a breve distanza dal borgo di Harìa, si trova la spiaggia di Famara, con annesso borgo di pescatori.
E’ amata dai surfisti e c’è chi viene a Lanzarote proprio per frequentare una delle scuole di surf presenti in questa zona. Quando siamo andati noi, qui c’era meno vento che da altre parti, ed anche meno pioggia.
Purtroppo il meteo sfavorevole non ci ha permesso di godere dei colori del paesaggio, anche se ogni tanto un raggio di sole veniva fuori.
La spiaggia è grande e vi si può passeggiare comodamente. Il profilo dell’isola La Graciosa si staglia netto all’orizzonte.
Insomma, un luogo stupendo, nonostante tutto. Al tramonto dicono che sia magico.
Il borgo di Harìa
E’ famoso principalmente per il mercato del sabato mattina, che ospita decine di banchi con prodotti artigianali, dal food all’abbigliamento, all’oggettistica.
Probabilmente per la bassa stagione, c’era davvero poca gente in giro. Ha una bellissima piazza alberata, su cui si affacciano alcuni negozi e ristoranti. Durante la stagione estiva lo immagino romantico ed affascinante.
Essendo molto piccolo, vi consiglio di abbinare la sua visita a:
- il mercato del sabato
- la visita del nord dell’isola
- una giornata di mare sulle spiagge vicino ad Orzola
Mirador del Rio
Non si può visitare Lanzarote senza recarsi qui! Arrivarci da Harìa vi permetterà di fare una bellissima (ma stretta) strada panoramica, con vista magnifica sull’isola de ‘La Graciosa’, che poi vedrete ancora meglio dal mirador.
Si parcheggia gratuitamente a breve distanza dall’ingresso, che invece è a pagamento.
Il Mirador del Rio è un’opera di César Manrique e lo si può visitare anche con escursioni guidate e combinate con altri luoghi:
- tour di un’intera giornata di César Manrique, durata 8-9 h, in lingua inglese e tedesco (con servizio di prelievo presso la vostra struttura incluso)
- tour guidato dell’eredità di César Manrique, durata 8h, in tutte le lingue (no italiano 🙁 )
- tour del nord: Cueva Verdes, Jameos Agua, Mirador e Jardin Cactus, durata 9h, in tutte le lingue (no italiano 🙁 )
Progettato negli anni ’70, la sua architettura si integra perfettamente nella roccia vulcanica del massiccio di Famara, a circa 475 metri di altitudine e ne rispetta il paesaggio.
Dall’interno (con grandi vetrate) e dalle terrazze esterne si gode una vista eccezionale sull’isola di La Graciosa e sull’oceano.
In breve: è un mix di architettura, natura e panorama unico, simbolo dell’approccio sostenibile di Manrique a Lanzarote.
In loco anche un negozio con vendita gadget relativi all’attrazione ed all’isola in generale, oltre che ad un caffè, quello dalle cui vetrate si vede un paesaggio mozzafiato.
Orzola, borgo marinaro autentico
Ci troviamo sempre a nord dell’isola, ma sulla costa est. Orzola è un paese di piccole dimensioni, dove trovare ristoranti di pesce, semplici e tradizionali, qualche locazione turistica e, cosa più importante il porto, da cui raggiungere La Graciosa.
- Escursione a La Graciosa + Giro in barca a vela, 6h, con prelievo in hotel incluso
- Noleggio di bici a La Graciosa
- Tour di La Graciosa in 4×4, con conducente che parla ITALIANO (!!!) – durata variabile
- Traghetto a/r per La Graciosa, partenza e ritorno su Orzola (parcheggio incluso)
Può essere una buona base per la visita di tutto il nord, ma consiglio il soggiorno qui solo a chi ama la tranquillità massima ed i luoghi semplici e poco turistici.
Caleton Blanco e Caleta del Mojon Blanco
Queste sono le spiagge che non ci si aspetta di vedere su un’isola vulcanica, quale è Lanzarote. I colori del mare sono strepitosi, grazie alla presenza di sabbia fine e candida.
La baia, specie la prima, è riparata e con acqua bassa per decine di metri, anche se le rocce sono presenti in molti punti.
Il contrasto tra il bianco della sabbia ed il nero delle rocce è fantastico.
Visitare Lanzarote è anche questo: colori su colori, paesaggi sempre diversi, contrasti unici. Niente è scontato ed ogni giorno gli occhi vi si riempiranno di stupore!
Parcheggio in entrambi casi comodo e libero.
Serata a Puerto del Carmen
Se c’è un luogo che potete evitare di vedere a Lanzarote è questo. A parte la passeggiata sul mare, che oggettivamente è bella, tutto il resto non mi ha detto nulla. E’ un paese nato e vocato al turismo consumistico, che non ha conservato una sua identità, o forse non l’ha mai avuta.
Tanti, tantissimi locali per tutti i gusti, spesso dozzinali. Puerto del Carmen è frequentato principalmente dai cittadini nord europei.
Può comunque essere una buona base per chi non ha l’auto, in quanto bel collegata all’aeroporto e con tante escursioni in partenza da qui.
Playa Blanca
E’ la località turistica costiera che più mi è piaciuta. Ha una bella passeggiata che lambisce un paio di spiagge ed anche un passeggio interno, fra negozi e ristoranti.
Ci troviamo nel sud-ovest dell’isola, a breve distanza dal borgo marinaro di El Golfo e le spiagge più belle di Lanzarote, prima fra tutte Papagayo.
Penso che, se tornassi una seconda volta (molto probabile), soggiornerei qui. Ci sono tante soluzioni, dai super hotel, agli appartamenti alla portata di tutti.
Inoltre, trovo la zona buona anche per una vacanza in famiglia, grazie alla comodità a Playa Flamingo, raggiungibile a piedi dal paese ed alla tranquillità della zona in generale.
El Lago Verde ed il paese di El Golfo
Una volta che siete a Playa Blanca, in circa 15 minuti raggiungerete la parte più occidentale dell’isola. El Golfo è un borgo di pescatori, che conserva un fascino autentico.
Potete parcheggiare all’inizio del paese, dove troverete un grande spiazzo, spesso occupato anche da bus turistici.
Con una camminata di 5 minuti scarsi, arriverete al Lago Verde, il cui nome reale è Charco dei Clicos, uno dei luoghi più scenografici di Lanzarote. Nato dal cratere di un antico vulcano, deve il suo colore alla presenza di particolari alghe, che vivono sul fondo.
La prima cosa che vi colpirà è sicuramente l’accostamento dei colori, vividi, nonostante il tempo uggioso che abbiamo trovato noi: il verde del lago, contrasta con il rosso delle rocce ed il nero della sabbia.
La seconda cosa è la parete di roccia che lambisce la baia, stratificata e una colorazione ad effetto melange, fra il nero ed il beige.
Purtroppo attualmente la vista dello spot è possibile solo tramite il punto panoramico che si raggiunge dal parcheggio.
Per chi non fosse automunito, la zona si visita anche con escursioni in giornata, come questa:
Finita la visita al lago, concedetevi un pranzo o una cena, scegliendo fra le tante taverne vista mare di El Golfo.
Personalmente, ci siamo trovati benissimo a ‘El Caleton’, in fondo al paese. Prezzi molto onesti, buon servizio, ottimo cibo e porzioni abbondanti. Il miglior posto in cui siamo stati.
Ci siamo trovati bene anche a ‘El Pescador’, che invece si trova all’ingresso di El Golfo. Abbiamo gustato un pescato del giorno molto buono.
Saline del Janubio
Ci siamo stati, ma la giornata era pessima e non siamo riusciti a cogliere l’eventuale bellezza del posto. Le menziono perchè qui c’è anche un ristorante con vista tramonto, molto gettonato come location romantica.
Queste saline sono le più grandi delle Canarie ed ovviamente, sono ancora in funzione.
La laguna in cui si trovano si è creata a seguito delle eruzioni vulcaniche e la zona è ‘sito di interesse scientifico‘, per la presenza di numerosi uccelli migratori.
Playa Papagayo ed il Parco Naturale Los Ajanches
Che escursioni fare a Lanzarote? Anche se ne parlo ormai a fine articolo, questa è sicuramente fra le più belle.
A causa del meteo, abbiamo rimandato al primo giorno di tempo decente per fare un po’ di vita da spiaggia ed è stato solo a fine vacanza.
La spiaggia si trova all’interno di un’area protetta, a cui si accede pagando un pedaggio simbolico di € 2,00 a veicolo. Chi entra a piedi o in bicicletta tramite il sentiero costiero, non paga nulla.
La zona include diverse spiagge, che danno a sud ed a est, grandi arenili di sabbia dorata con una mare dai colori sgargianti, dallo smeraldo al turchese.
Playa Papagayo è sicuramente la protagonista indiscussa, con la sua spiaggia riparata, una perfetta omega color oro.
Il parcheggio è comodo e gratuito ed all’arenile si accede tramite una scalinata. La spiaggia è protetta dai venti e d’estate è sicuramente molto calda.
In loco anche un bar – ristorante che, per quanto scenografico, non vi consiglio, in quanto caro e con gestori poco simpatici.
Con il meteo favorevole, consiglio di visitare la zona e godersela anche tutta la giornata, magari rilassandosi su più spiagge.
Le più belle sono idubbiamente:
- playa Papagayo
- playa de la Cera
- playa del Pozo
- playa Mujeres (con parcheggio)
I sentieri alle spalle delle spiagge permettono di raggiungerle tutte anche a piedi. Sconsigliato in estate per il caldo, non essendoci bar o aree di sosta. Il tutto è selvaggio e decisamente affascinante.
Altre esperienze da fare a Playa Papagayo:
- kayak e snorkeling alla spiaggia di Papagayo
- Noleggio barche con guida autonoma
- Escursioni in barca a vela di lusso a Papagayo
- Escursione in paddle surf elettrico e snorkeling a Playa Papagayo
La Geria – i vigneti di Lanzarote
Quale è la zona più bella di Lanzarote? Mentre cercavo informazioni sull’isola, mi sono imbattuta spesso in questa domanda. Per quanto l’isola sia eccezionalmente bella in ogni sua parte, dal punto di vista naturalistico intendo, la zona dei vigneti mi è rimasta nel cuore.
Bellissima anche con il cielo grigio, questo luogo è un vero unicum, dove noi siamo passati praticamente ogni giorno, visto che soggiornavamo nei dintorni (leggi qui quale zona scegliere per visitare Lanzarote).
La terra nera, contrasta con il verde delle viti, protette dai venti grazie a muri a secco disposti sapientemente a mezza luna o anche a forma quadrata.
Il fatto poi che siano all’interno di una buca, dipende dalla distanza dal vulcano Timanaya. Più sono vicine, più bisogna andare a fondo per trovare il terreno giusto, più sono lontane, meno è sarà lo scavo.
La zona tra Uga e Yaiza ospita numerose cantine, dove fare degustazioni guidate oppure semplicemente sorseggiare un ottimo Malvasia.
Noi abbiamo fatto entrambe le esperienze: alla cantina ‘La Geria’, ci siamo fermati per un calice, con vista spettacolare sui vigneti, mentre il giorno seguente abbiamo fatto la degustazione presso la cantina ‘El Grifo’.
Purtroppo la visita era solo in inglese e spagnolo, ma le nostre lingue sono simili e, grazie anche alla disponibilità della nostra guida, abbiamo capito quasi tutto perfettamente e siamo rimasti molto soddisfatti.
Questa è l’esperienza che abbiamo acquistato (il costo è lo stesso sia prenotando in azienda che sui portali):
Lanzarote da vedere: cantina storica El Grifo
Parlo qui della nostra esperienza, perchè merita veramente.
La degustazione comincia all’esterno, con un giro fra i vigneti, che sono innanzitutto sono di due tipi: quelli la cui vendemmia avviene tra agosto e settembre (come da noi), e quelli che invece vengono vendemmiati a febbraio.
Ci è stato spiegato il perchè delle buche, ma anche la difficoltà di coltivare un terreno così particolare. Le piogge scarseggiano e bisogna convivere con la penuria di acqua. Da qui l’ingegno umano che escogita un modo per cercare di raffreddare il terreno, che è tanto fertile quanto poco amichevole.
La vendemmia viene fatta tutta a mano, non c’è modo di meccanizzarla. Non esistono consorzi, ma singoli viticoltori che vendono la loro uva direttamente alla cantina. Il prezzo del Malvasia è alto, pertanto il costo finale di una bottiglia è notevole.
Quest’ultimo inverno (inizio 2026), le piogge sono state copiose e le viti ringraziano. Mai state così belle!
PS: è già il terzo anno che becco un tempo del cavolo, sempre prima volta dopo secoli, a sentire la gente del posto 🙁 – vedi Algarve e vedi Andalusia).
El Grifo è la più antica cantina di Lanzarote, nata nel 1775. Si potrà visitare la casa degli antiche proprietari e degustare ben 6 vini differenti, accompagnati da formaggi locali a km 0.
Ovviamente di opportunità di visita ce ne sono diverse. Di seguito quelle a mio avviso più belle:
- Tour dei vigneti con degustazione di vino e cioccolato, durata 1,5h
- Visita alla cantina Vega de Yuco Testeina, durata 2h
- Tour dei vigneti del vulcano Guardilama + Degustazione nelle Cantine Rubicón, 4h, in LINGUA ITALIANA
Costa Teguise e l’Hoyo del Palmeral
L’ultimo giorno abbiamo deciso di recarci a Costa Teguise, un altro borgo abbastanza turistico sulla costa meridionale di Lanzarote.
Mentre ci recavamo là, siamo passati davanti a questo luogo, di cui non eravamo a conoscenza. E’ il versante di un vulcano che è completamente crollato, creando una grande apertura con pareti in basalto, in contrasto con la roccia rossa.
Lo spettacolo è super, anche perchè non ce lo aspettavamo proprio!
Non ci sono cartelli e nessuno ne aveva parlato. Guardano poi su Google ho trovalo il nome: Hoyo del Palmeral
Sul telefonino invece mi viene detto che il luogo si chiama Puerto del Inferno (più azzeccato secondo me). Non ci sono altre informazioni. Se qualcuno dovesse averne, può lasciare un messaggio sotto l’articolo.
Costa Teguise: il paese ci è piaciuto. E’ gradevole, elegante, con bellissima passeggiata che conduce anche ad un paio di spiagge. Secondo me è una valida scelta per coppie e chi cerca un mix di tranquilla movida, diciamo così.
Vulcano El Cuervo
Ultima escursione della nostra bellissima vacanza a Lanzarote: semplice trekking ad anello che porta all’interno del cratere di questo affascinante vulcano spento dalla forma inconfondibile.
Parcheggio comodo a bordo strada, percorso pianeggiante, semplice anche con bambini.
Ben segnalato, offre un paesaggio parzialmente lunare, all’interno di parecchi km quadrati di lava solida ed inospitale.
Colori sempre contrastanti, nonostante il cielo plumbeo.
Di escursioni del genere ce ne sono diverse sull’isola, ma questa mi è piaciuta particolarmente e la includerei senza esitare nella lista che include quali sono le 10 cose da vedere a Lanzarote.
Onore a chi è giunto fino a qui, ovvero alla fine di questo articolo pieno di informazioni su ‘Lanzarote cosa vedere in 7 giorni’.
Quest’isola è un luogo incredibile, a mio parere unico. Se deciderete di visitarla, 7 giorni sono un lasso di tempo più che sufficiente per vederla con calma nelle sue attrazioni principali.
Tra i luoghi che ho tralasciato e che potreste includere, menziono:
- Casa Museo del Campesino, opera di Cèsar Manrique dedicata al duro lavoro dei contadini di Lanzarote
- Casa Museo de César Manrique, ad Harìa, immerso in un bellissimo giardino di palme
- Museo Lagomar / Casa di Omar Sharif, a Nazaret, uno spazio espositivo all’interno di una villa ricavata fra caverne di lava
Non mi resta che augurarvi: buona vacanza a Lanzarote!










