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Castelli Val di Non | Castel Valer e tutti gli altri

castelli val di non

Complice una giornata leggermente piovosa, mi sono informata su quali fossero i castelli più belli fra la Val di Sole, dove alloggiavo, e la Val di Non.

Non è la prima volta che visito borghi e castelli di questa splendida regione. Infatti parlo di altre meraviglie in alcuni articoli precedenti, come quello su Merano ed i suoi dintorni, il delizioso borgo di Lana ed i suoi dintorni, e sulla Valle Isarco.

Arroccato su una collina ed immerso fra i meleti, è sicuramente uno dei più scenografici, grazie anche alla sua torre in pietra ed all’edera che lo ricopre e che in autunno dipinge le sue mura di rosso.

Il suo ponte a schiena d’asino è il ricordo di quello che un tempo fu un ponte levatoio, garanzia di difesa tipica del periodo medievale.

La visita a questo bellissimo maniero avviene solamente con guida esperta e dura 90 minuti.

Prima di scendere nei particolari, lascio alcune nozioni pratiche per avvantaggiare tutti coloro che decideranno di visitarlo.

Ci si deve prenotare sul sito dell’Azienda per il Turismo Val di Non, scegliendo il giorno e l’orario tra quelli disponibili.

Durante la stagione estiva, il castello è aperto tutti i giorni con 4 visite guidate in orari differenti, mentre da metà settembre e fino alla fine di novembre, è aperto solo sabato, domenica e lunedì.

Ecco il link per la prenotazione: www.visitvaldinon.it/it/poi/castel-valer

Gli orari dipendono dalla stagione, mentre il prezzo attuale è di € 15,00 per adulto. Sono previste riduzioni per bambini, ragazzi e titolari di Guest Card.

Quando prenoterete, sulla conferma che vi arriverà per e-mail, troverete anche le indicazioni per il parcheggio. L’auto dovrà essere lasciata in Piazza Carlo Antonio Pilati a Tassullo, il borgo sottostante.

Troverete poi le indicazioni per proseguire verso il castello a piedi, tramite strade bianche fra i meleti. La vista sulla valle vi accompagnerà per gran parte del percorso. Tempo di percorrenza: circa 15 minuti.

Da qualche anno a questa parte, dopo ben 600 anni in mano alla stessa famiglia, i Conti Spaur, la provincia autonoma di Trento ne è diventata proprietaria, garantendo che il maniero resti nelle ottime condizioni in cui si trova e permettendone a tutti la visita.

Castelli Val di Non | Visita a Castel Valer

Qual è la storia di Castel Valer?

Durante la visita approfondita con la bravissima Alessandra, guida molto preparata dell’APT della Val di Non, ho scoperto chi fosse l’ultimo Conte Spaur e la storia avvincente legata ai suoi avi, due fratelli che acquisirono il castello ben 600 anni prima.

Come spiegherà il Conte Ulrico in un’intervista che vedrete prima della visita, il castello esisteva già e lo si evince grazie alla sua menzione in documenti risalenti il XII secolo.

L’intervista risale al 2017, anno in cui Castel Valer è stato aperto al pubblico. L’ultimo conte, dopo un restauro durato 25 anni, decise infatti di far vivere il castello anche al di fuori delle sue mura, permettendo a tutti di conoscerne la storia e visitarne i suoi ambienti.

E’ possibile affittarlo anche per eventi e matrimoni.

Il fatto che sia stato in mano ad un unico proprietario ha fatto sì che se ne conservasse il mobilio e tutti i suppellettili e ciò che è arrivato fino a noi è di un valore storico enorme.

Potrete ammirare i soffitti a cassettoni, l’antica cucina, dove il conte ogni tanto amava pranzare, l’antica cappella dedicata a San Valerio (il nome Valer deriva proprio da Valerio), il loggiato e tutta la parte inferiore del castello.

Tra tutte le meraviglie che potrete ammirare spiccano sicuramente:

  • il clavicembalo a cui si dice suonò Mozart (il compositore dedicò una messa breve alla famiglia Spaur, questo è appurato);
  • la stanza dello zio di Ulrico, morto in guerra nel 1943 e da quel giorno più toccata (c’è ancora il sigaro sul portacenere);
  • le stufe in maiolica
  • la cappella affrescata dai fratelli Giovanni e Battista Baschenis, artisti bergamaschi molto apprezzati nel XV secolo;
  • l’arazzo in carta, ma sostenuto da tela, grazie alla quale non si è frantumato.

Quest’ultimo è talmente delicato che la finestra della stanza deve essere tenuta chiusa, per non far filtrare la luce del sole che potrebbe danneggiarlo.

Bellissima la sala da pranzo, chiamato Grande Salone Ulrico dove, durante alcuni decenni di decadenza, uno degli Spaur vi fece un campo da tennis (si vedono ancora le righe rosse sul pavimento).

In alcune stanze noterete molti stemmi, che testimoniano i legami di ricchezza e potere che la famiglia Spaur tesseva in Europa.

Le stesse stufe, nate a livello pratico per riscaldare, divennero un simbolo di prestigio e ricchezza.

Più erano grandi e raffinate, più la famiglia che le possedeva era ricca e potente.

La posizione del castello infine, è favolosa in quanto domina tutta la valle.

Un tempo era una necessità, oggi invece ci godiamo la vista sui borghi che punteggiano la Val di Non e tutti i suoi meleti, che nei primi giorni di settembre si presentano carichi di frutti maturi.

Una precisazione: il castello si compone di due parti separate, ma in comunicazione fra loro.

Attualmente è visitabile solo quella inferiore. Castel Valer di Sopra, che corrisponde all’abitazione dell’ultimo Conte Spaur, scomparso nel 2021, sarà aperta prossimamente, ma non ci sono date precise al momento.

Non è consentito fare foto agli interni del castello, ma le zone semi-esterne come il loggiato o totalmente esterne, inclusa anche la cappella affrescata dedicata a San Valerio, si possono fotografare.

Gli altri castelli della Val di Non

Castello Val di Non – Castel Thun, quello più famoso

Dove si trova Castel Thun? Arroccato a 609 metri vicino a Vigo di Ton (TN), Castel Thun fu costruito a metà del XIII secolo come sede della potente famiglia Thun, una delle casate più influenti del Trentino.

È oggi uno degli esempi più affascinanti di architettura castellana della regione e sicuramente il più conosciuto.

Il castello colpisce per il suo imponente apparato difensivo: torri, bastioni, fossato e la scenografica Porta Spagnola (1566), oltre al ponte levatoio del 1541.

Superato l’ingresso, si arriva al celebre Colonnato, sorretto da diciotto colonne di pietra che un tempo riparavano i cannoni — uno degli scorci più unici tra i castelli trentini.

All’interno, tra le sale ancora riccamente arredate, spicca la Stanza del Vescovo, rivestita in legno di cirmolo, legata al principe-vescovo Sigismondo Alfonso Thun.

A differenza di Castel Valer, gran parte del mobilio non è lo stesso che era presente nei secoli addietro.

Per gli orari e la prenotazione della visita, fate riferimento qui: www.visitvaldinon.it/it/poi/castel-thun

Castel Belasi

Da circa 800 anni, Castel Belasi domina il passaggio d’ingresso alla Val di Non.

Fondato nel XIII secolo come feudo tirolese, fu ampliato nel ‘400 dalla famiglia Khuen, che creò le due aree ancora oggi visibili: quella signorile attorno alla torre pentagonale e quella della servitù lungo le mura.

Caduto in rovina, il castello è stato salvato e restaurato dal Comune di Campodenno, diventando anche un polo artistico. Il recupero ha dato al maniero un’energia sorprendente, unendo memoria storica e contemporaneità.

Tra gli elementi distintivi: il mastio pentagonale, la doppia cinta muraria (datata ‘500 la più esterna, metà ‘400 quella principale) e due torrette di guardia a sorveglianza degli ingressi.

Per orari, periodo di apertura, prezzi e riduzioni, consultate il sito dell’APT della Val di Non: www.visitvaldinon.it/it/poi/castel-belasi

Castel Nanno

A breve distanza da Castel Valer, a sua volta immerso fra i meleti, si staglia Castel Nanno.

Questo maniero affascina per i suoi contrasti: raffinato e severo, delicato e maestoso al tempo stesso.

Contrasti nati da una storia antica, che si può rivivere rilassandosi nel suo splendido giardino, un tempo luogo di svago e feste per la nobile famiglia Madruzzo.

Il castello si distingue per la sua torretta centrale, che sembra rispecchiare i profili delle Dolomiti di Brenta che lo circondano quasi proteggendolo. Sorge su un’altura che ne accresce la visibilità da ogni angolazione.

Il castello custodisce racconti e leggende suggestive, dagli amanti Melisenda e Ludovico alle streghe condannate al rogo, testimonianze di secoli di storia sopravvissuti fino a oggi.

Si dice che un lungo corridoio segreto lo collegasse a Castel Valer, ma non ci sono prove effettive.

Passato di mano in mano, depredato e poi lasciato all’abbandono per lungo tempo, di mobilio originale non vi è rimasto nulla.

Si possono esplorare in autonomia le sale al primo e secondo piano, guidati da un’audioguida e da pannelli informativi, oppure scegliere una visita guidata arricchita da un’esperienza speciale nei giardini.

Il percorso libero dura circa 45 minuti.

Per orari, periodo di apertura, prezzi e riduzioni, consultate il sito dell’APT della Val di Non: www.visitvaldinon.it/it/poi/castel-nanno

Castel Coredo

Più che un castello, Castel Coredo appare come un austero palazzo signorile, adagiato su un colle e celato alla vista da un fitto bosco di conifere.

L’edificio attuale risale al 1726, come indicato dall’iscrizione sopra il portale d’ingresso, accanto allo stemma di Sigismondo Nicolò Coreth, artefice della ricostruzione nelle forme odierne.

La struttura, compatta e sviluppata su quattro piani, appartiene tuttora ai conti Coreth zu Coredo und Starkenberg, insigniti del titolo comitale nel 1772 da Maria Teresa d’Austria.

All’interno si conservano arredi di pregio, trofei venatori e una piccola raccolta di dipinti, perlopiù ritratti di antenati e membri della Casa d’Asburgo, esposti in un ampio salone a doppia altezza sovrastato da un orologio a muro e da un soffitto decorato con lo stemma familiare.

La visita è possibile solo su prenotazione, con percorso guidato di circa novanta minuti che include anche il vicino Palazzo Nero.

Per un’esperienza più originale, si può scoprire il castello e Palazzo Nero con visita guidata (e narrata) serale, anch’essa solo su prenotazione e solo in giorni prestabiliti.

Puoi approfondire qui: www.visitvaldinon.it/it/esperienze/intrigo-a-castel-coredo-di-sera

Mi fermo qui, nella speranza di avervi trasmesso, anche solo in parte, la bellezza della Val di Non ed i suoi castelli.

Sappiamo bene che c’è molto altro da vedere, ma questa valle è anche detta ‘Valle dei Castelli’ e la sua visita sarebbe incompleta se non comprendesse almeno uno di questi gioielli.

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